Visioni: Rockman (Docufilm)

militant p - rockmanDel fermento musicale e politico di allora, la primissima metà degli anni Novanta, in un’Italia molto diversa da quella odierna, ricordo sicuramente l’energia contagiosa e l’ingenuità. Mia e di molti altri con e come me. Per età, condizione, convinzione, e provenienza, tanto sociale quanto geografica, a volte. Eravamo alla ricerca di un’identità, sonora e politica insieme, nel senso più alto del termine, fuori dai sentieri del già sentito, nelle migliori intenzioni. Cercavamo di distanziarci dagli orizzonti culturali massificati, dall’omologazione ai modelli del p(i)attume anni Ottanta, che in quei giorni tramontava miserandamente, e credevamo si aprissero nuove prospettive, mentre in realtà il peggio si stava preparando. E per quanto ingenui, molti di noi avevano ben capito, e sapevano quale fosse il rischio.

In quel momento, come scrisse Kerouac, eravamo pazzi di vita, pazzi per parlare. La voglia di esplorare territori nuovi, di allargare i confini dei codici preesistenti, portava a sperimentazioni che passavano appunto per l’intreccio di parole e significati. Nascevano più o meno spontaneamente slang e modi di dire, si creavano piccoli tormentoni, che attraverso la musica e gli incontri si diffondevano, e germinavano nuove cose. Erano delle parole d’ordine, quasi, a descrivere l’urgenza del momento e del movimento delle posse, come chiamavamo buona parte dei gruppi rap e reggae al tempo. Ed una delle più forti parole chiave, se non LA parola chiave, era contenuta nel primo singolo di Militant P con i suoi Sud Sound System. Il toasting di Pier’U Militant’ era la pietra angolare su cui il groove prendeva il volo: fondamentale, dico fondamentale. Era la definizione più autentica del ritmo vitale, lo stesso che ha contribuito a cambiare più di qualche vita, all’epoca ed anche in seguito. E se per qualcuno era una novità, a livello nazionale, per qualcun altro era già storia assodata, che andava avanti da anni, lontano dai riflettori.

Rockman è un docufilm uscito nel 2011, tratto dal libro Dai Caraibi al Salento: Nascita evoluzione e identità del reggae in Puglia, di Tommaso Manfredi, il quale, non senza delicatezza e dovizia di particolari, racconta la storia e la vita di Piero Longo, in arte appunto Militant P, autentico ed ineguagliabile pioniere del reggae in Italia, da tempi molto meno che sospetti, tra Bari il Salento ed altri pianeti ancora. Artista complesso, personalità larger than life, scintilla di quel fuoco che ha bruciato per un bel pò, e da molte parti brucia ancora. Militant P viene raccontato dalle sue stesse parole, e da quelle di chi con lui ha condiviso il suo viaggio, dai tempi dei Different Stylee al Sud Sound System, i nomi ed i volti li conoscerete forse già, comunque li ritroverete qui. Frammenti di video d’epoca, foto, testimonianze e suggestioni che compongono un documento cruciale, in pieno reggae stile, una visione assolutamente fondamentale, lasciatemelo dire, per tutti. Al di là di generi, epoche e momenti, la poesia e l’amore per le cose semplici non hanno confini di sorta. O almeno, non dovrebbero averli.

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