Verb T e High Focus, il nuovo hip hop made in UK


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Verb T and Illinformed bring freshness in UK hip hop
All’inizio di questo 2015 è scoppiato, col pezzo dei Four Owls prodotto da Dj Premier, il ciclone High Focus. Praticamente tutti gli ascoltatori Hip Hop del mondo, compresi gli italiani, usualmente distrattissimi verso qualunque cosa non venga strettamente dagli USA, si sono accorti in un colpo solo che l’Hip Hop inglese è tornato in gran spolvero.

Il processo in questione si è avvantaggiato di due condizioni oggettive. La prima è internet, senza cui un riscontro così generale e simultaneo sarebbe stato molto più difficile. La seconda è il revival iniziato un paio di anni fa, per il quale si è ricominciato a guardare agli anni ’90 e al loro suono non più come a qualcosa di vetusto e ormai (de)cadente, bensì come presupposto su cui fondare il suono di questi anni.

Questa corrente mondiale (che, coerentemente, qui da noi sta arrivando a stento ora) è forse il presupposto oggettivo più importante per il successo della High Focus, un’etichetta che si pone come scopo precipuo “to resurrect the legacy of UK hip hop”. The Man with The Foggy Eyes di Verb T, uno dei quattro Owls, è il disco del raggiungimento dell’obbiettivo. Il massimo punto toccato sinora.

Le basi di Illinformed sono puro jazz, raffinatissimo, morbido ma vitale e pieno di sfumature. Un produttore giovane, facente parte di questo gruppo allargato di scassatissimi ragazzi inglesi, che funge da contraltare alle produzioni dell’americano L’Orange: un tocco à là noir anni ’40, qui in versione commedia brillante degli anni ’50. Dal primo be-bop in poi, tutto condito da sezioni ritmiche di un certo peso.

Alle rime troviamo un Verb T in grande forma: il più esperto tra i gufi, avendo cominciato già quasi venti anni fa, non attacca le basi di Illinformed con la violenza tipica degli americani, non cavalca l’onda, ma ci cammina sopra con albionica flemma, raccontandoci le sue faccende con senso dell’umorismo e bravura. Si va dai pezzi più ironici come Rolex Dreams a quelli più spezzacollo, come il mezzo banger Fuck It Up. Non fatevi trarre in inganno dall’accento, è tutta questione di abitudine. Niente Grime, niente Dubstep, niente perdite di tempo. Solo Hip Hop declinato con gran classe, pronto a ricordarvi il significato di eleganza sonora.

Ascoltate voi stessi e sappiateci dire.

(2Mave)

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