Tokyo Dreams, New York Schemes: il mondo di Hus Kingpin

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Hus Kingpin, probabilmente “il rapper” dell’anno scorso (almeno secondo noi), si presenta subito come lo stereotipo del tipico newyorkese. Diffidente, attento a non aprire la guardia, il Kingpin non si allarga mai più di tanto nelle risposte. Nonostante questo (o forse proprio per questo), riesce sempre a essere chirurgico con le parole. Come nelle sue canzoni, in cui il flow “freddo” pare lavorare costantemente per sottrazione.

Non rende la vita facile all’intervistatore, ma tant’è. Un esempio? Alla richiesta di presentarsi ai nostri lettori, risponde, laconicamente, così: “1/2 of Tha Connection with Smoovth, fresh off my joint The Cognac Tape with Mello Music Group. Richard Dumas: The Mixtape is next up”. Sintetico, no?

E sentite la risposta alla domanda su come abbia iniziato a fare musica: “Used to rhyme to Miles Davis joints when I was younger, Onyx & Wu-Tang changed my life though”. In questo momento, anche grazie a lui (e a Roc Marciano, con cui Hus ha un rapporto di stretta collaborazione da lungo tempo), Long Island sembra essere il centro della rinascita della New York hardcore. Gli chiediamo se ci sono somiglianze fra gli MC di Hempstead, ma il Kingpin ci stoppa subito con decisione: “There’s no similarities, mostly all NY emcees are buns nowadays, there’s only a handful of technicians available”. La posizione di Hus Kingpin è chiara, soprattutto quando si parla appunto dei “technicians” che stanno tenendo alta la bandiera del rap hardcore in questo momento. “It’s bigger than NY”.

Sarà pure così, ma il grosso dei rappers che Hus cita appartiene alla crema dei liricisti underground della Grande Mela: “I fuck with Mach Hommy, Rozewood, Smoovth, Milano from D.I.T.C., Sean P, AG Da Coroner, Melanin 9 from the UK, D Strong, Wildelux, Orign from Florida, Woozy Medz from Cali, Action Bronson, Median from NC, Bronze Nazareth from Detroit, that nigga Boxcutter Paz from South Phil”. E subito dopo aggiunge, come a segnare il territorio: “And that’s about it”.

Sulla sua crew, e su come i membri di questa si siano incontrati, Hus è ugualmente parco di informazioni: “Smoovth and myself formed our group Tha Connection in Hempstead, Rozewood is from Amityville, we met him at a local MC spot. Sepka (Nitah) is also from Amityville, and my brother Marvelous Mag found her, she’s special. Lookout for Marvelous Mag’s new release, also Mach Hommy and Milano. We call our collective The Winners.”

Indaghiamo sullo stile asciutto della scrittura, attenta ai dettagli, particolarità che lo sta imponendo all’attenzione generale della comunità hip hop a livello mondiale (è di questi giorni la copertura da parte del prestigioso sito Ego Trip del suo Richard Dumas: The Mixtape), e la risposta è, prevedibilmente, secca: “It’s all about the canvas, the instrumental”. Nonostante ciò, qualcuno dei suoi gusti, non necessariamente tutti legati all’hip hop di metà anni Novanta, emerge. Che cosa lo ispiri in questo momento è presto detto: “Right now I fuck with a few genres, I like Ahu, King Krule, Fatima, Shuanise, Stacey Epps, shit like that”.
Senza dimenticarsi i capisaldi: “I grew up on DJ Premier, Pete Rock, Jedi Mind Tricks, Big L, Shyheim, Nas, Mobb Deep, Wu, Onyx, Busta Rhymes, Tribe, the usuals”.

Oltre agli eroi musicali, gli chiediamo di sviscerare le altre influenze che rendono il suo stile così visuale. La replica è degna di un novello Marinetti: “I’’m influenced by Hennessy and BMW.” A livello più strettamente visivo, il rapper si dimostra invece un attento spettatore, citando serie televisive come “Strike Back, Suits, Ray Donovan, The Blacklist, House of Lies, Banshee, Game of Thrones”. E aggiunge di seguire anche “Vice, Samurai Champloo, CNN, fly shit like that”. Un’altra influenza sullo stile è un libro letto in gioventù: “This book, I can’t remember the title, talked about designing your life the way you want it to be, the same way you would design your clothes or anything else. My pops gave me that book”.

Gli chiediamo dei suoi partners in crime, i produttori che gli hanno dato tanti beat cinematografici “post-Mobb”, che così bene gli calzano. “Smoovth and myself have been blessed with the illest producers out right now: King AL, Vans Cal, Sci-fi Stu,Vic Grimes, Giallo Point, Xeos, Doktor Rheal, Raw Minerals, DJ Kryptonite, Arch Druids, etcetera. The list is too long and fly”.
Nessun riferimento al fatto che molti di loro non vivono nel suo stesso continente e che l’interazione avviene tramite la rete. Però sulla tecnologia ha le idee chiare: “I’m a product of technology, love all of it”.

“E J Force, quello del remix di Warm Hennessy? Collaborerete ancora?”, gli chiedo. “J Force is ill, (but) I haven’t spoken to him in a minute”. Sul suo stile, sembra particolarmente chiuso, e se non parla a monosillabi, siamo lì. Sullo lo slang ed i riferimenti da appartenente alla 5% Nation la taglia cortissima: “Just fly references, I’m not disciplined enough”. I riferimenti asiatici nei testi? “ I got Tokyo dreams and New York schemes. Japan is my retirement location”. Sulla canzone che meglio descrive il suo stile la risposta è ugualmente concisa: “Probably Warrior Cry, it embodies all of my rhyme schemes”.

Proviamo a chiedergli quali progetti lo vedranno coinvolto nel 2014 e cosa possiamo aspettarci da questi progetti. Probabilmente molto in termini musicali, ma nulla da fare, il Kingpin non si sbottona: “Richard Dumas: The Mixtape is another joint similar to The Cognac Tape, it’s all leading up to my debut album Sade coming soon. The EP produced by Chuck Strangers is going to be a fly release, I got my team on there featuring on the joints alongside myself.”

Lo facciamo chiudere con un messaggio alla nazione: “Go get that Alife’s & Air Max’s Mixtape, big up my shooters Ghostra Nostra, Milano, Smoovth, Rozewood, Marvelous Mag, Mach Hommy, and my Italian shooter, Sean Rosati”. Ne sentiremo ancora parlare, di Hus Kingpin. E speriamo che continui a riversare le proprie energie nella costruzione di quelle rime così taglienti e nella ricerca di tutte le cose “fly”. Siamo anche disposti a tirargli le risposte con le pinze, se il risultato (musicale) è questo.

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