Ascolti: The Roots – …And Then You Shoot Your Cousin (2014)


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The-Roots-–-…And-Then-You-Shoot-Your-CousinDue grandi verità: 1) The Roots sono un pezzo di storia dell’hip hop, e nel bene e nel male continuano a fare cultura. 2) Non fanno un disco veramente figo da tanti, troppi anni, e questo è un po’ un problema.

…And Then You Shoot Your Cousin, il loro undicesimo album – che non è poco –, non fa differenza, e si assesta in quella tipica categoria di dischi ben fatti, ma che poi non hai molta voglia di riascoltare uno o due anni dopo: un po’ perché c’è sempre roba nuova a cui prestare attenzione, e un po’ perché del passato si preferisce mettere sul piatto i capolavori, o ancora meglio i dischi a cui si è più affezionati. Detto questo, ?uestlove e compagni sono pur sempre dei grandi musicisti, e Black Thought è pur sempre un grande rapper: quindi il pezzo ottimo ci scappa sempre, anche in questo caso. Never ad esempio, con quei tagli da library music – un tipo di atmosfere che in generale caratterizza tutto l’album – e il rap che scorre sciolto sopra un drum-kit vagamente acquatico. Oppure la finale Tomorrow, l’unico brano assimilabile ad un singolo, tutto basato su accordi densi e con il canto di Raheem DeVaughn a farla da padrone, in un crescendo molto intenso e convincente. Buona anche Understand, da cui è stato tratto il videoclip di cui sotto, con un giro di hammond incisivo e Dice Raw e Greg Porn, rispettivamente al ritornello e al rap. Il resto è nella media, seppure nella media di un gruppo che storicamente ha sempre fatto buone cose.

Sono comunque curioso di ascoltarlo in vinile, se mai mi capiterà l’occasione, perché è abbastanza chiaro che …And Then You Shoot Your Cousin è un disco pensato appunto per il vinile: proprio quello singolo, come una volta, con i suoi 33 minuti e spiccioli di durata. In ogni caso non ci impazzisco, non lo sento come uno di quei dischi che DEVO avere assolutamente (e se siete dei collezionisti capite cosa intendo).

Probabilmente dirò un’eresia, ma ho come l’impressione che da almeno un paio d’anni i Roots diano il meglio di loro stessi nel ruolo di backing band al Late Night with Jimmy Fallon (oggi The Tonight Show), visto che è lì che paradossalmente – perlomeno in questo periodo – riescono ad essere creativi al massimo e ad infondere tutta la loro cultura. Questo sicuramente li distrae dalla produzione discografica, è innegabile, ma in un certo senso li caratterizza ancor di più come gruppo. E questo è un bene.

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