The Fashionable Jonathan Mannion

JONATHAN MANNION
Il rap, quanto lo amo! Ma il rap è tante cose, alcune sono aspetti comuni e codificati, altre sono più intime e personali. In qualsiasi modo lo si voglia interpretare, comunque, non si può prescindere dalla sua immagine. Già da molti anni negli States questa cosa è stata capita. Lì è anche business (a volte troppo), e per fare affari devi saperti vendere. Devi avere un’immagine ben lavorata. In caso di bisogno, Jonathan Mannion è il tuo uomo.

Quasi vent’anni spesi nel settore della fotografia, copertine di album e prime pagine di riviste, tutto è iniziato quando al buon Jonathan fu affidata la cover dell’album di debutto di Jay-Z, Reasonable Doubt. Una foto che ha velocemente segnato lo standard. Un giovane fotografo che aveva lavorato con Richard Avedon, dal quale venne fortemente influenzato (e vorrei ben vedere…), un giovane fotografo che aveva capito la necessità di dare una rappresentazione più patinata degli artisti, più attinente all’ambito dello studio piuttosto che a quello della strada. Fin da subito l’intento di Mannion è stato quello di trasmettere con una foto quello che l’artista voleva trasparisse di sè.

Attenzione! Non sto parlando di barare e far apparire una persona per quella che non è, qui si parla di capire il mood di chi devi fotografare, entrarci e darne la tua versione. Ad esempio, a differenza di Kothari e delle sue foto alla ricerca della semplicità, Mannion è famoso per l’impronta fashion dei suoi scatti, che flirtano appunto col mo(n)do della moda. E’ difficile capire quale sia, e se sia stato scavalcato, il confine tra la fashion photography e quella musicale. Ma in realtà, who cares? Le sue foto sono esposte in un paio di musei d’arte contemporanea e mi sembra la risposta migliore.

E’ tutto molto curato nei suoi scatti, tutto ha un senso e contribuisce a creare l’effetto globale dell’immagine. Quando guardi una sua copertina sai con chi hai a che fare, e cosa starai per ascoltare. Ma non solo, qui la dimensione intima prende il posto di quella privata. Nelle sue foto c’è la precisa capacità di prendere una sfaccettatura della personalità del soggetto e renderla protagonista, è un po’ come mettere una lente d’ingrandimento.

E che bella lente! I bianchi e neri classici si alternano a foto a colori di gusto estremamente contemporaneo. Significa essere padroni del mezzo. Siamo lontani da chi ha voluto impressionare gli artisti all’interno del loro mondo o da chi sceglie di rappresentare il mondo di cui quegli artisti rappano. Allo stesso modo, però, attraverso questi scatti possiamo aggiungere un importante tassello al puzzle che compone la figura del nostro artista preferito.
Amici, mai uno scatto fine a sè stesso! E’ l’unica maniera di diventare un’icona della fotografia.

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