TBP #110: FFiume & Jr Mastro in Groove Attack Lato B

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Fammi pensare, cosa posso aggiungere a quello che ha già detto la scorsa settimana TwoMave?
Lato B del podcast pensato per celebrare Groove Attack. Stile Superrappin’, sì. Cose buone che quando uscirono ci piacquero da subito. Una politica commerciale, quella della label tedesca, sinonimo di qualità e caparbietà, musica bella che vince a mani basse, su una nicchia di mercato prima e sul tempo che passa poi: questo è in sintesi il mio pensiero su Groove Attack ed il suo output creativo tra la fine degli anni Novanta ed i primi Duemila.

L’attenzione mi cadde su di loro in un momento non proprio felicissimo in quanto ad uscite discografiche hip hop oltreoceano, alla fine dello scorso Millennio, in concomitanza con lo scemare delle ultime propaggini della cosiddetta underground renaissance newyorkese. Il suono che mi piaceva iniziava a scarseggiare. Con l’età e l’esperienza, so benissimo che quel trend al ribasso era fisiologico, quasi ineluttabile dopo la scorpacciata di dischi epocali che avevamo fatto a scadenza regolare, praticamente ininterrottamente, dalla fine degli anni Ottanta al 1997 circa. Evoluzione, anche se non necessariamente dalla parte che ti aspetti o che vorresti, in un certo senso.

Dal 1998 in avanti la musica era diversa. Nulla di strano, ripeto, ciclicamente la seconda metà di un decennio, nella storia di svariati generi musicali, è sempre stata punto di rottura e svolta. Anche in questo caso, i fattori sono comunque molteplici. Vuoi per il ricambio generazionale, per l’evolversi del suono e la progressiva disparizione di valide indie label statunitensi, Rawkus in testa, molti protagonisti della scena hip hop americana di allora si dibattevano furiosamente per trovare luce in un mercato in crisi identitaria, stragonfiato e stravolto da materialismo, bling bling e budget che per singolo disco ammontavano ad almeno…lasciamo stare…ci siamo capiti. I fans della roba tosta non se la passavano bene, ovviamente. Trovare musica valida, nuova ed accattivante, non era missione semplice. E internet era appena agli albori, almeno in Europa. In Italia era fantascienza, e lo è ancora oggi, ma questo è un altro discorso ancora…

In questo scenario, grazie ad un lavoro di connessioni internazionali, scouting e ricerca ad opera di una piccola etichetta indipendente di Colonia, la Germania, terzo mercato mondiale assoluto in termini di numeri e possibilità per la musica urban, diventa crocevia e snodo nevralgico per una nuova ondata di stili uncut raw, che contribuiscono a portare (o riportare) alla ribalta nomi che a casa propria non sempre trovavano il giusto spazio.

Non stupitevi: la Germania, meno ponderale musicalmente rispetto alla Francia ma molto più esterofila ed anglo-friendly di questa, era il trampolino di lancio ideale per produzioni che allora raggiunsero tutte le parti d’Europa, arrivarono in Giappone e ritornarono di rimbalzo negli States, dando così lustro ad artisti che a casa propria erano a volte poco meno che underdogs, o vecchie glorie. Un tale Jay Dee ha pubblicato per la Groove Attack coi suoi Slum Village prima di esplodere a livello mondiale, per esempio. Stessa cosa dicasi per Madlib e Peanut Butter Wolf, con la sua ancora piccola Stones Throw. Il compianto Phife Dawg ha messo insieme il suo solido album d’esordio grazie agli amici di Colonia, per esempio. Edo G, Bahamadia, Mark The 45 King, Common, Dj Spinna, IG Off and Hazadous, i Lone Catalyst, J-Live, e…devo andare avanti?

Il lavoro scrupoloso della label, portato avanti con serietà e grande libertà creativa per gli artisti coinvolti nei singoli progetti, supportato da grafiche minimali e di gusto, contemporanee ancora oggi, è stato abbracciato e supportato da una fanbase internazionale, dando frutti che risultano godibili e senza tempo.

A riprova di ciò, in questa selezione che ho curato personalmente, realizzata in combutta con il buon deejay Jr Mastro dalla Concrete Jungle crew ed il supporto del TwoMave nazionale, vi propongo il flavour di allora filtrato dal mio gusto personale. I nomi sono quelli di cui sopra, fate il paio con il viaggione della settimana scorsa e magicamente vi ritroverete tra le mani un virtual mixtape monografico da 60 minuti, per gradire.

State bene, e buon ascolto.

(FFiume)

DOWNLOAD: The Blast Podcast #110 – FFiume & Jr Mastro in Groove Attack Lato B

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