TBP#109: Concrete Jungle in Groove Attack Lato A

Groove Attack Lato A Mixtape
Se c’è un fenomeno di notevole interesse e, soprattutto, proficuo, che sta caratterizzando l’Hip Hop dei nostri giorni, è quello del sempre più frequente collegamento fra etichette e produttori europei con mc americani. È sufficiente fare il nome di personaggi come Kyo Itachi, Jason Dean, Grand Papa Tra o di etichette come la Effiscienz, per avere un quadro della portata, anche qualitativa, del fenomeno, volendo citare solo i nomi più affermati, perché di connessioni nate tramite la rete tra sconosciuti produttori europei ed altrettanto sconosciuti mc americani ce ne sono in quantità ancora più sorprendente.

Oggi è più facile, 15 anni fa non lo era per niente.

Sia per fattori oggettivi, sia per un fatto di credibilità: gli americani pensavano davvero di essere gli unici in grado di fare questa cosa, diciamolo. Ma proprio tra il 1999 e il 2000 irrompe sulla scena un’etichetta destinata a costruire col suo operato lo spartiacque, pezzo per pezzo: la Groove Attack. E lo fa in un duplice modo: una compila rimasta nella storia, Superrappin, che già vedeva alcuni produttori europei ai beat collaborare con agguerriti emcees (senza dimenticare una forte e interessante presenza canadese), e poi il disco di un nome, quello di Phife Dawg, che per tutti voleva dire una parte dell’idea stessa di Hip Hop in forma di gruppo, gli A Tribe Called Quest. Cambiava la prospettiva. E proprio quel cambio di prospettiva, dall’unico centro di irradiazione al policentrismo, in fondo, qui si celebra.

La Germania stava vedendo i suoi anni migliori a livello di scena Hip Hop, soprattutto di musica rap, anche se qua da noi ce ne siamo accorti poco dato il peso schiacciante dell’influenza e della visibilità francese, con l’uscita di dischi fondamentali e un ottimo livello produttivo, che infatti permetteva già frequenti contatti con mc e produttori americani. Era il momento giusto e, per nostra fortuna, qualcuno ha colto l’occasione nel modo migliore: puntando sulla qualità dei nomi e dei prodotti e su un’idea specifica di questa musica, che invece di lì a poco in America sarebbe stata ampiamente travolta da rivolgimenti del gusto e della moda.

La Groove Attack aprì una via i cui frutti stiamo godendo ancora 15 anni più tardi.

Il nuovo episodio del Blast Podcast, nato in chat poco dopo la morte di Phife da un’idea mia e del padrone di casa, è un mixtape virtuale in due parti, che formano i due lati di cassetta immaginaria vede strettoblaster e Concrete Jungle Trieste unire le forze, in una selezione del meglio di quella splendida avventura che fu questa piccola etichetta europea.

Oggi avete innanzi la prima metà di quella cassetta, selezionata da me e mixata abilmente da Jr Mastro e Dee Jay Park: per chi c’era e per chi viene ora, come me mentre la costruivo. Di questi suoni se ne gode come se fossero fatti oggi. Capita, con la buona musica.

(TwoMave)

DOWNLOAD: The Blast Podcast #109 – Concrete Jungle in Groove Attack vol. 1

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