Stromberg Picks: 5 illustri sconosciuti meritevoli di almeno un ascolto

sconosciutiE’ sempre un bene quando le novità che arrivano sulla mia scrivania non sono esclusivamente newyorkesi, ma suonano a dovere e lasciano un retrogusto dolce, e portano alla mia e, di conseguenza, vostra attenzione degli artisti non necessariamente catalogabili come stelle di prima grandezza, ma che possono dire la loro nel nostro impianto in maniera autonoma. Questa è quella volta in cui vi butto lì una serie di più o meno sconosciuti che possono aprire i vostri stereo e lasciarvi qualche nota buona, prima di scomparire dal radar e forse tornare nel buio da cui sono venuti.

JERED SANDERSSorry for the Delay EP
Iniziamo da uno sconosciuto di nome Jered Sanders, dalla Florida con calma e tutto il tempo del mondo, a giudicare sia dal flow che dallo stile, nonché dal titolo del suo ultimo EP, preludio finale al suo debutto ufficiale in studio, che uscirà da qualche parte durante la seconda metà di quest’anno, a quanto dice la sua press release. Sorry for the Delay EP è un bel free download che fa intravedere quanto di buono l’hip hop di provincia statunitense, se così si può considerare, ha da dare ad un genere ancora molto vitale, seppure stereotipato. Accompagnato da una serie di producers a me noti esattamente quanto lui prima di ascoltarlo – gente come Analogic, DreBrown, Flawless Tracks and Talen Ted – il tutto merita un buon ascolto. Roc-a-fella Chain è il singolone, ma tutte le otto tracce hanno dei buoni motivi d’ascolto. Recuperate per una visione completa anche il precedente EP, sempre in free download, sempre un buon ascolto.

SEAN ROSATIRound 1
Hus Kingpin è stato il primo a parlarci, senza dire troppo, del suo “italian shooter” Sean Rosati. E manco il tempo di dirlo, ecco che dai ranghi della DigiCrates arriva il bravo mixtape di questo italiano di Boston, o meglio, di questo statunitense di origini italiane. Cognome a parte, un chiassoso riferimento pugilistico in copertina, e una pronuncia da Oscar, Sean è un emcee bostoniano al mille per mille. Accompagnato anche lui da una pletora di nomi a me ignoti, che gli forniscono beats polverosi al sapore di jazz, Sean ha una penna drammatica, visionaria, un flow ben scandito che punta tutto sul versante cinematografico delle street tales. Dall’intro il riassunto del modo e del mood. Immagini rapide si susseguono e creano un affresco nella mente dell’ascoltatore. Un tape veloce, pezzi di una, massimo due strofe, un aperitivo in attesa di qualcosa di più sostanzioso. Dategli un ascolto. E scaricatelo da qui.

APOLLO BROWNCigarettes Burn EP
Ok, lui non è esattamente il signor Nessuno, ma visto che nessuno (o quasi) parla di lui come meriterebbe, la menzione può starci. Arriva da Detroit, da dove opera ancora relativamente nell’ombra, tolta la schiera di addetti ai lavori che lo seguono, e tra due settimane esce il suo prossimo album strumentale, intitolato Thirty Eight. Atteso più o meno quanto un accidente, ovvero zero, per non andare su valori negativi, la sua cartella stampa recita che il sound “(…) falls somewhere between the end of 70s heroin and the beginning of 80s crack, with all the cigarette burns and scratches intact.” Questa di seguito è l’anticipazione dell’album, tre tracce in free download che fanno ben sperare. Tutto sommato. Prestate attenzione.

CERTOSACertosa EP
T.B.B. e G. Tomato sono degli sconosciuti assoluti, e dei capi, tutto sommato, anche se non sappiamo chi siano, non ci interessa, e va benissimo così. Magari hanno ancora i brufoli in faccia e la “e” aperta tipo il Colosseo, e vestono Prada, che ne sai. Bollate e Quarto Oggiaro, provincia di Milano, era dai tempi di Willy e DJ Jere che non sentivamo della sana ignoranza funky a ‘sti livelli. Il loro EP di esordio è quanto di più wrong e funky mi sia arrivato ultimamente all’orecchio. Michele Santoro Freestyle è il pezzo. “Vedo rosso/Santoro” è la barra dell’anno. Scaricate con fiducia da qui, dai.

THE BEATFONICS CREWBeatxploitation
Un collettivo, per finire, sì. Una squadra di nomi più o meno o molto meno ignoti del beatmaking all’italiana si raggruppa sotto il nome Beatfonics, abbiamo già parlato in tempi non sospetti di loro. E mi fa piacere vedere che procedano inarrestabili sulla strada del beat. Dopo una serie di beat tapes tematici, con formazione più o meno stabile, propongono un tape che gira intorno ai campionamenti funk e soul tirati fuori dalle colonne sonore di genere blaxploitation, ovvero quel sottogenere del cinema americano indiscutibilmente afro, per contenuti, taglio, cast, pubblico, e gusto. Da Shaft in giù. Anche qui, prestate orecchio, vi è del bene.

Share Button