Come Stretch e Bobbito hanno cambiato la storia


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Stretch and Bobbito radio show changed hip hop
Già da qualche mese tra le hip hop heads di mezzo mondo si rumoreggia dell’uscita del film documentario Stretch & Bobbito: Radio That Changed Lives. E a ragion veduta, vista la portata del documento e le storie in esso contenuto. L’abbiamo visto, assieme ad un panel di esperti in materia (shout out Big Ciro!) e non possiamo non spendere due parole in merito.

I protagonisti, e produttori esecutivi della pellicola, sono il deejay Stretch Armstrong e il jack of all trades Bobbito Garcia, googlate i nomi se non sapete chi sono…I due si ritrovano ad un quarto di secolo -sì, 25 anni amici cari- dal debutto del loro radio show a parlare di un’era, e di un momento storico, che ha cambiato radicalmente il volto dell’hip hop newyorkese, e, di conseguenza, mondiale. Lor sono stati all’epicentro delle vicende che hanno portato l’hip hop ad essere quello che è oggi, con un misto di cazzonaggine, spontaneità ed energia raramente replicabili.

Da un punto di vista culturale, nell’era pre-internettiana, la piattaforma radiofonica era la sola capace di trasmettere e far vibrare enormi quantità di persone sulle stesse onde energetiche, nello stesso momento. E così, per gioco e per sfida, oltre che per passione, dallo stanzino di una college radio è iniziata la rivoluzione dell’industria urban negli anni Novanta, ad opera di quella che ad oggi rimane una delle coppie creative più strane e disparatamente assortite nella storia dell’hip hop. Anche per questo, se il format radio era già collaudato da altri pionieri, nessuno aveva precisamente fatto la stessa cosa in termini di libertà creativa, live jammin’, talent scouting, puttanate e ospiti in studio. Si creò così, spontaneamente, un movimento.

Attraverso una serie di show notturni con un impatto immediato sulla scena, grazie alle attente selezioni musicali di Stretch ed all’umorismo senza freni di Bobbito, lo Stretch Armstrong Show with Bobbito è diventato in poco tempo LO show di riferimento per addetti ai lavori e fan. Ma Stretch e Bob non sono i soli e veri protagonisti del film: il protagonista vero, indiscusso, assoluto, è la cultura hip hop, a trecentosessanta gradi, nell’accezione newyorkese più pura, ed i suoi ambasciatori negli ultimi venti e passa anni.

Grazie ad un misto di materiale video d’epoca, spezzoni audio, interviste ad amici e collaboratori, Stretch e Bob ridanno su pellicola l’emozione e la vibrazione, tipicamente underground Nineties, che ha permesso a moltissimi dei loro ospiti di divenire delle leggende nell’industria musicale urban e non solo.
Da Nas a Jay Z, passando per un giovanissimo Biggie Smalls fino al Wu Tang Clan, tutti i top calibri di quella che era di fatto la golden age per come la intendiamo oggi, sono passati dai microfoni di WKCR e hanno impressionato New York dal vivo, riuscendo anche così ad accaparrarsi contratti milionari. Le storie in tal senso si perdono.

Al di là del mero fact checking, e della narrazione di vicende a volte anche poco gradevoli, quel che emerge da Stretch and Bobbito, Radio That Changed Lives è l’espressione più pura della potenza di una cultura di portata mondiale, alimentata dal tam tam urbano, e restituita a noi in tutto il suo fasto attraverso immagini vibranti, con un taglio scenico perfetto, impreziosite dalla collaborazione in fase di realizzazione e postproduzione della crema del writing ed aerosoul art – da Lee a Haze -, oltre che da una colonna sonora che definire impeccabile è limitante. E non poteva essere altrimenti.

Il film non verrà mai distribuito in Italia, ci potete scommettere, ma lo potrete vedere a casa vostra andando ad acquistarlo dal sito di Stretch e Bobbito. Ne vale.
Qui sotto il trailer.

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