Questione Di Stile: I do-rags

Do-rags
QUESTIONE DI STILE

Tutti i disastri fashion che hanno fatto la storia dell’hip hop.

Ogni settimana, strettoblaster va a indagare nel magico mondo degli errori della moda hip hop: quei disastri che, inspiegabilmente (o forse no) sono diventati parte integrante della musica urbana, lanciando discutibili stili che hanno però lasciato il segno. Per questo compito è ovviamente richiesto qualcuno con uno stomaco di ferro e, forte del mio amore per il trash più estremo, quell’uomo sono io. Buona lettura.

I DO-RAGS

Le calze vanno ai piedi e non in testa” è uno dei versi più potenti/classici della musica hip hop italiana, e c’è un motivo. Il velenoso ma sentito attacco, come spesso succede quando arriva dal cuore, coglie nel segno. Ah, come coglie nel segno.
I do-rags (esistono anche spelling alternativi, doorag, dew-rag, du-rag o durag, ma non li prenderemo in considerazione, non vogliatecene: opteremo per un approccio filologico), infatti, hanno rappresentato uno dei crimini più gravi a livello di immagine che l’hip hop abbia mai visto: roba che la fashion police dovrebbe punire col plotone marziale. Ma se state leggendo, lo sapete già, no?
In origine uno strumento per aiutare a domare i notoriamente ostinati capelli crespi dell’etnia afro-americana (no “tougher than Nigerian hair”…), a un certo punto della fine degli anni 90, i do-rags (o calze, as you prefer) sono diventati ubiquitari, passando dalla camera da letto dei single (il posto originariamente deputato all’uso, dal quale non sarebbero MAI dovuti uscire) alla ribalta delle passerelle/video rap (qui qualche parola in più sull’origine).

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Ora, se è vero che il rap è l’arte del “creare qualcosa dal nulla” (word to Ice-T), e che quindi il ghetto è bravissimo a inventarsi mode dal niente, è anche vero (anzi è innegabile) che, come si dice nella mia città di nascita, i do-rags “non vogliono visti”. A memoria d’uomo, non esiste UN SOLO artista rap cui i do-rags siano stati bene. E non si dica 50 Cent, perché a Fiddy non è mai stato bene niente addosso, men che meno quelle robe scadenti marcate G-Unit che poi è riuscito a vendere al mondo per 3-4 anni buoni…
La cosa era ancora più ridicola se decontestualizzata. Vedi Eminem, che non ha neanche un riccio in testa (ma questo non lo ha fermato dal diventare uno dei poster-boy del disgraziato movimento!) o i nostri rapper (I see you, Mondo Marcio)…
C’è solo un momento in cui i do-rags sono scusabili: quando l’utilizzatore è conscio della bruttezza dell’oggetto (o, alternativamente, è già trash senza). E allora diventa un trionfo.
Steven_Seagal

Per ulteriori approfondimenti, leggete qui.

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