Questione Di Stile: La Fascetta da Tennis

QUESTIONE DI STILE
Tutti i disastri fashion che hanno fatto la storia dell’hip hop
Ogni settimana, strettoblaster va a indagare nel magico mondo degli errori della moda hip hop: quei disastri che, inspiegabilmente (o forse no) sono diventati parte integrante della musica urbana, lanciando discutibili stili che hanno però lasciato il segno. Per questo compito è ovviamente richiesto qualcuno con uno stomaco di ferro e, forte del mio amore per il trash più estremo, quell’uomo sono io. Buona lettura.

La fascetta da tennis.

Finora abbiamo parlato di sciagure della moda hip hop che non solo hanno una precisa collocazione (spazio)temporale, ma in pratica sono passate. Questa volta invece parliamo di una “moda” che, al di là dell’essere oggettivamente pessima, è ancora, in qualche perversa e inspiegabile maniera, attuale. Parlo dell’uso delle fascette da tennis (sempre rigorosamente bianche, un dogma di fede valido nel 99.9999999% dei casi, a parte gli MOP che hanno il salvacondotto) che, periodicamente, tornano a tormentare i sogni di ogni persona di buon gusto.

Fascette nere? Solo per pochi, tipo MOP.

Curioso perché, in maniera parossistica, su tennisti e ballerini le fascette tergisudore non stanno male. Anche nei cotonati anni Novanta, un Agassi non era certamente disgustoso da vedere quanto, tanto per fare un nome, Necro qualche decennio dopo (ok, forse non è l’esempio migliore, ma ci siamo capiti…). Un obbrobrio, sin da quando Billy Danze e Fizzy e, dall’altra parte di New York, Erick Sermon, le hanno rese famose ai loro tempi. Diamo a Cesare quel che è di Cesare: su individui di quel tipo (leggi: un disastro, anche quando erano – ragionevolmente – magri), la fascetta non sembrava nemmeno stonare così tanto (con qualche punto extra per il fatto che per gli MOP si trattasse di roba Fila)…

Stessa cosa per alcuni degli assi del Queens, come Kool G Rap e Nas. Censurabili, ma certamente meno degli immancabili epigoni che hanno reso le fascette da tennis assolutamente insopportabili. A cominciare dai membri della G-Unit: probabilmente l’indossare (male) la fascetta era un requisito per entrare nel gruppo, visto che tutti i cinque membri della formazione “classica” (usare l’aggettivo “classico” per roba che a a che fare con Young Buck e Tony Yayo mi provoca sempre un sorriso imbarazzato, scusatemi) hanno cementato la propria immagine con la headband in spugna. Il peggiore di tutti The Game, che fra farfalla (poi modificata) in faccia e tergisudore sulla fronte era veramente pessimo.

Anche sul fronte del Dirty Jerz, gli assi di Newark non erano certamente esempi di eleganza, fra il look “bohemien” del Tame One più scoppiato e un Redman che, in un’occasione, indossò addirittura due fascette tergisudore incrociate (una nera, addirittura!), vincendo l’Oscar per la rozzezza del Millennio (chiaramente a pari punti con Nelly, l’altro maestro delle fascette incrociate).

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Dopo il 2000, le cose hanno continuato a NON andare bene, e anche oggi le sporadiche apparizioni della fascetta sono sempre fonte di sudorazione fredda. Vedi le immagini di Drake in versione Nadal che, come tutta l’iconografia di Drake del resto, provocano l’incontrollabile ilarità che solo Aubrey sa dare. Un cane bastonato vestito da tennista è più credibile. Idem per Frank Ocean e la sua banda mono o bicolore.

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E poco importa che Carmelo Anthony e Lebron James abbiano sdoganato il look (a me fa sempre molto ritardato, abbiate pazienza). Anche J-Zone, via Twitter, ci ha avvertito dei pericoli della fascetta da tennis. FACT: Il rapper con la fascetta fa cagare.

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Con una sola eccezione: Roc Marciano nel video di Sacrifice, che invece riesce a rendere immortali fascetta e accappatoio Polo. Ma la cosa, ahimé, vale solo per Marcy. Per gli altri, come dicono i disclaimer americani, “DO NOT TRY THIS AT HOME”.

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