Questione Di Stile: Parliamo di “Gender” Rappers?

Gender ways in hip hop culture

QUESTIONE DI STILE: Tutti i disastri fashion che hanno fatto la storia dell’hip hop.

Ogni settimana, strettoblaster va a indagare nel magico mondo degli errori della moda hip hop: quei disastri che, inspiegabilmente (o forse no) sono diventati parte integrante della musica urbana, lanciando discutibili stili che hanno però lasciato il segno. Per questo compito è ovviamente richiesto qualcuno con uno stomaco di ferro e, forte del mio amore per il trash più estremo, quell’uomo sono io. Buona lettura.


A weird gender tweet from Young Thug

Ultimamente, si fa un gran parlare della fantomatica “ideologia gender”. Per chi avesse vissuto sotto una roccia fino a ora, questo link e quest’altro (che dovrebbe servire a smontare questa perniciosa idea), dovrebbero chiarire la situazione. In sostanza, l’“ideologia gender” è una distorsione propagandistica attuata da alcune frange estremiste cattoliche sulla nozione degli studi di genere allo scopo di creare confusione, promuovendo l’intolleranza forte contro l’omosessualità.

Detto questo, c’è un ambito della vita in cui l’ideologia gender esiste: è, prevedibilmente, l’ambito rap, anche se definirla “ideologia” è probabilmente eccessivo. Ma seguite un attimo il ragionamento, altrimenti l’affermazione non risulterà chiara.

Il mondo dell’hip hop, in particolare quello originale, di matrice statunitense, è indubitabilmente omofobo. Tralasciando qualunque complessa (e inutile, in questo contesto) analisi sociologica che contestualizzi il dato culturale, l’affermazione è incontrovertibile. L’ambiente rap è ostile all’omosessualità, cosa che porta ad assurdità quasi dadaiste come il “no homo” dei Dipset (una moda che ha generato persino una canzone “seria“, oltre a una naturale parodia) e all’ipocrisia più totale di un mondo “macho” in questo senso (famosa la risposta di Fat Joe alla domanda: “Faresti mai un featuring con un rapper gay?”, col classico “Sono assolutamente sicuro di averlo già fatto.”).

Thug with a skirt? Gender anyone?

In questo contesto, gli artisti “progressivi” (e uso questo termine in senso lato per indicare gli alfieri di un rap lontano dai dettami di quello che è stato definito il “conservative rap”) hanno scoperto un modo semplicissimo per far parlare di sé senza sprecare una lira in agenti o pubblicisti: adottare atteggiamenti palesemente “over the top” nel loro essere lontani da certi stereotipi da macho-thug o, ancora meglio, avvicinarsi quanto più possibile all’estetica dello stereotipo gay più becero (o dire/fare cose che lascino il dubbio, vedi i rapper di Atlanta che chiamano gli amici “my babe” o “my hubby”).

Lil B apparently is gay: a gender thing?

All’atto pratico, che si tratti di “I’m Gay” di Lil B, del famigerato bacio fra Weezy e Baby o dell’ultimo grande tweet di Young Thug (tipo questo del 2011), poco cambia. Una volta che l’artista arriva ad essere una celebrità, in un ambiente polarizzato come quello del rap (dove, non a caso, è stato coniato il termine “playa hater”), la vittoria (mediatica) è certa.

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Infatti, le tre possibili risposte a una palese richiesta d’attenzione come quella di Young Thug non fanno che portare acqua al mulino del rapper: coloro che scuotono la testa nei confronti della palese (ridicola?) voglia di protagonismo del’artista e coloro che, in maniera omofoba, si indignano per la presunta “femminilità” di un’uscita del genere saranno tacciati di essere hater gelosi del successo di Thugga dai supporter di quest’ultimo. Il risultato, in ogni caso, è il più classico dei “purché se ne parli”: questo importa, oggi, nell’era dei retweet e degli share di Facebook.

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Si potrebbe obiettare che comportamenti pseudo-gay come quelli discussi sopra normalizzino le diversità sessuali rispetto al canone rap e in, qualche maniera, aiutino nella sacrosanta lotta all’omofobia. Sarà, ma personalmente non penso che chi, alla domanda sulla morte di Mike Brown risponde con un: “Leave that up with the critics and the laws and all that other shit. We having fun. We iced out. We having money. That’s how we doing it.”, sia proprio un role model di qualunque tipo, se non per chi vive “iced out”.

Kanye West The Hurricane Sandy Relief 12.12.12 Concert held at Madison Square Garden New York City, USA- 12.12.12.

Ma in tutto questo una domanda: visto che da noi arriva tutto in ritardo, ci sarà presto in Italia qualcuno che per far parlare di sé copierà questi mezzucci?

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