The Purist – A Pyrex Scholar (2015)


Warning: Illegal string offset 'filter' in /home/fabioruolo/webapps/strettoblaster/wordpress/wp-includes/taxonomy.php on line 1442

the purist - strettoblaster dot com
Il Purista, come lui si è autodefinito, è un signore inglese che viene da una piccola cittadina sulla Manica, Chichester, un’ora di treno da Londra, e ha due o tre peculiarità che non possono non piacerci. In primo luogo, non potrebbe essere più preciso nel definirsi al meglio. Qualcuno forse si ricorderà di lui per aver prodotto quella deliziosa combinazione con Roc Marciano per la traccia Change, ormai qualche anno fa, qualcuno invece saprà che è sempre stato lui a produrre svariate tracce per Action Bronson, MC TREE, Danny Brown, tra gli altri, molte delle quali edite a tiratura limitata su 45 giri e dodici pollici immediatamente sold-out.

In secondo luogo, a farcelo stare simpatico è il suo motto, Quality not quantity, applicato anche all’etichetta che il nostro possiede e dirige (la stessa Daupe! che ha prodotto A-Villa): motto non da poco in tempi in cui l’alluvione informatica sancisce un definitivo abbassamento della qualità a favore della quantità, converrete con noi.

In terzo luogo, The Purist è un rap fiend dotato di senso dell’umorismo. Secondo lui, cuocere i beats che ti fanno muovere è come cuocere il crack. Ingredienti di base molto “pesanti” e una piccola aggiunta di “extra”…A Pyrex Scholar, il titolo del suo ultimo lavoro (nonché del blog da cui smazza dritte e dischi folli per i diggers di mezzo mondo, Lord Finesse compreso, per capirci…) gli è stato ispirato dalle liriche di Ghostface Killah su Kilo, e paga omaggio a tutti gli chef di crack del mondo….

Crate digger e blogger di fama mondiale con la passione per la blaxploitation, le sonorizzazioni e l’eurogroove, in particolare di provenienza francese, The Purist è fondamentalmente un beatmaker che basa la sua musica sulla purezza (ops) e “l’oscurità” della fonte di campionamento, ed ha dalla sua la rara capacità di non restare imbrigliato nei dogmi della postmodernità dei suoi crates.

Infatti, accanto ad impeccabili produzioni musicali basate su loops di tappeti soul-jazz-funk provenienti da dischi a dir poco rari ed ignoti ai più, con misurata aggiunta di batterie (ma anche no), il repertorio del nostro è fatto di escursioni riuscitissime nella soul-trap music più raffinata, come il progetto TR-ill, uscito qualche mese fa, testimonia alla grande. Una manciata di dischi di musica elettronica e un vinile demo dei suoni della mitica Roland TR-808, tutto rimediato durante ad un viaggio a Los Angeles, e senti cosa ti combina il ragazzo.

L’album A Pyrex Scholar, vero e proprio debutto del Purista, a cui sembra a breve seguirà altro materiale, merita la vostra attenzione per tutti i motivi di cui sopra, senz’altro, e perché si tratta di quella che ci piace chiamare musica senza tempo: la qualità espressa dalle scelte musicali del nostro, unita alla ricchezza degli arrangiamenti proposti ed ai featuring presenti, dal sempiterno Roc Marciano a Freddie Gibbs, non lascia spazio a dubbi. Musica che potrebbe essere stata composta dieci anni fa, come oggi come tra dieci anni, non importa: è solida e godibile.

Se l’album vede un Roc in forma strepitosa, una spanna su tutti, gli altri episodi non sono tuttavia meno interessanti, specie le strumentali, e basti pensare che in alcuni casi si parla di materiale che ha già una decina d’anni sulle spalle, a quanto The Purist fa sapere. A conferma di quanto dicevamo sopra, siamo di fronte all’ideale colonna sonora dritta fuori dai Settanta per fare qualsiasi cosa, dal cuocere il crack al cantare sotto la doccia, fate voi.

Share Button