Production Specs: Crazeology

Crazeology_Cover
Crazeology è una crew di beatmaker milanesi fondata nel 2004 da Res Nullius, al secolo Matteo Magazzù, e Weirdo, anche noto come Patrick John.
Nel 2011 fanno uscire l’omonimo album di debutto Crazeology, con la partecipazione di rapper come Reks, Blaq Poet, Torae, Rasco (Cali Agents), Vast Aire (Cannibal Ox), Goretex (Non Phixion). L’album ha ottenuto buoni riscontri di critica e DJ Premier, uno degli idoli della crew, ha lanciato uno dei singoli, NY Minute, durante il suo programma radiofonico Live from HeadQCourterz.
Dopo l’uscita del disco i Crazeology hanno prodotto brani per artisti italiani del calibro di Ensi, Ghemon, Kiave, DJ Double S, Maury B e Kenzie e hanno collaborato alla seconda edizione del format televisivo MTV Spit, producendo alcune delle strumentali utilizzate nelle battle.
A maggio del 2013 organizzano la “Crazeology Competition”, contest rivolto alle nuove leve, che riscuote più di 700 adesioni da tutta Italia e non solo. Successivamente il duo, in collaborazione con DJ Lil Cut, realizza anche il mixtape “24/7”, dedicato all’iniziativa, tutt’ora disponibile in FREE DOWNLOAD.
Sono attualmente al lavoro su diversi progetti, anche solisti, che vedranno la luce nel 2014. Il primo di questi uscirà proprio domani, e si intitolerà A.W.A.T., All Weather All Terrain in combutta con gli americani Subtex ed Outwrite.

 

Res Nullius

Primo beat venduto/piazzato: Onestamente non mi ricordo. Quando ero adolescente spesso mi capitava di fare beat e successivamente li proponevo a persone che frequentavo in quel periodo. Spesso ci registravo una strofa anch’io, ma la maggior parte delle volte non uscivano nemmeno. Forse è stato meglio così.

Quanto ti ci è voluto per produrre qualcosa di cui fossi fiero: Sono un eterno insoddisfatto, quindi non arriverà mai quel giorno. Il giorno che sarò soddisfatto forse smetterò di fare musica. Anche in questo caso forse è meglio così, con tutti i risvolti negativi che questo comporta.

Il tuo set-up preferito per la produzione: Idee. Senza quelle non si può fare molto. Il resto sono solo strumenti per arrivare a dar vita ad un’idea che è già chiara in testa.

Il miglior “digging advice” che tu abbia mai ricevuto: Purtroppo non ne ho ricevuti molti. Si fatica pure a trovare qualcuno che ti dica onestamente cosa ne pensa del tuo lavoro. Mi sono allenato ascoltando musica e a studiare molto il modo di lavorare degli altri. Il miglior consiglio che sono riuscito a darmi è stato: inizia a togliere suoni/effetti piuttosto che aggiungerne altri.

Il produttore, negli ultimi 3 mesi, che ti ha fatto dire: “Oh, merda, devo tornare sulle macchine!”: Se devo essere sincero sto ascoltando poco hip hop ultimamente. Imparo molto di più ascoltando musica suonata da grandi maestri del soul.

Il peggior errore di produzione che tu abbia mai commesso: Pensare di non aver bisogno di una pausa d’ascolto dopo aver fatto un beat, credendo che fosse perfetto così. Spesso il giorno dopo mi son ricreduto.

Una dritta essenziale per il missaggio: Fare interventi di microchirurgia piuttosto che esagerare con i volumi. Molte volte l’attenzione del missaggio si sofferma su un particolare del beat al quale si vuole dare rilievo, lo si enfatizza e si perde di vista l’insieme dei suoni.

 

Weirdo

Primo beat venduto/piazzato: Onestamente è difficile dirlo, è passato talmente tanto tempo. Probabilmente le prime persone che abbiano rappato su un mio beat sono state proprio i miei soci Res e Booe (all’epoca anche lui in Crazeology). Questo aneddoto lo rivelo per la prima volta: avevamo inciso un paio di pezzi su cui avevo rappato anche io. Quando si comincia c’è grande entusiasmo e si vuole provare a fare tutto, poi personalmente ho capito che la mia strada era quella della produzione e ho preferito concentrarmi su quel campo.
Per quanto riguarda il primo beat venduto anche questo è difficile da ricordare ma posso dire con certezza che è stato con un americano perchè qui in Italia nessuno (o quasi) vuole spendere una lira! hahaha

Quanto ti ci è voluto per produrre qualcosa di cui fossi fiero: Il mio primo approccio con il mondo della produzione è stato nel 2001. Da lì in poi sia io che Res abbiamo lavorato duramente su noi stessi producendo centinaia di beats ma senza far mai uscire nulla fino al 2011, anno in cui abbiamo realizzato Crazeology, il nostro disco d’esordio. Per noi era fondamentale uscire con un progetto di cui fossimo totalmente soddisfatti, a costo di aspettare 10 anni. E’ un disco che nel suo piccolo ha sopreso un po’ tutti e ha riscosso complimenti anche da parte di DJ Premier, quindi posso dire è valsa decisamente la pena di attendere tanto.

Il tuo set-up preferito per la produzione: Ho cominciato a produrre grazie a Res, che aveva iniziato prima di me. Lui all’epoca usava il mitico Fruity Loops e mi insegnò ad usarlo. Dopo qualche anno sono passato ad Acid Pro, altro programma molto “basic” ma con cui mi trovo molto bene. Da allora non ho più usato altro, tranne ovviamente qualche VST che ho scoperto lungo il mio percorso. Tanti si sorprendono del nostro mancato uso di macchine ma ognuno è figlio della propria epoca e noi siamo nati artisticamente con computer e software. Ho fatto questo discorso con produttori ben più importanti di me (anche stranieri) e loro concordavano sul fatto che l’importante fosse il risultato finale. Ognuno lavora con i propri mezzi, tanto la vera macchina è nella testa.

Il miglior “digging advice” che tu abbia mai ricevuto: Circa un anno e mezzo fa Marco Polo era a Milano in occasione del suo tour con Ghemon e Bassi. Durante uno dei suoi day off io e Res lo portammo in giro per qualche negozietto a fare diggin’ e a fine giornata ci ringraziò e ci disse che, non appena fossimo andati a New York, avrebbe ricambiato il favore portandoci nei posti migliori dove poter trovare di tutto e di più. Quindi ora tocca solo trovare il modo di andare fin lì e poter finalmente usufruire dei suoi preziosi consigli haha

Il produttore, negli ultimi 3 mesi, che ti ha fatto dire: “Oh, merda, devo tornare sulle macchine!”: Ce ne sono un po’, per primo ti cito proprio Marco Polo. Il suo gusto per il taglio e la scelta del campione vanno a creare esattamente il suono che adoro. Boom bap classico ma fresco!
Un altro che mi piace molto ma di cui si parla di meno è Astronote, producer francese che ha collaborato con molti artisti della scena americana.
Non posso non citare Brenk, sto producer austriaco è un fenomeno. Il suo EP con MC Eiht è uno dei lavori che mi sono piaciuti di più negli ultimi anni.
Per chiudere ovviamente Fid Mella, super talento che meriterebbe molti più riconoscimenti.

Il peggior errore di produzione che tu abbia mai commesso: Da quando ho iniziato ho buttato, o lasciato a metà, centinaia di beats perchè non ne ero soddisfatto, ma non direi che avessi fatto particolari errori. Semplicemente non ero all’altezza di creare qualcosa di cui essere fieri. Magari scegli un campione che ritieni perfetto per quello che hai in mente e poi invece alla fine non viene assolutamente come te lo eri immaginato. Il gusto e l’abilità si forgiano col tempo; ci sono beats belli o brutti, non sbagliati. Forse piuttosto l’errore è stato regalare una bella produzione a chi non se la meritava eheh…si impara anche da quello.

Una dritta essenziale per il missaggio: Molto onestamente ti dico che non sono la persona migliore a cui fare questa domanda in quanto non sono un engineer. Il nostro disco d’esordio per esempio lo aveva mixato Bassi perchè lo ritenevamo decisamente più ferrato di noi in materia.
C’è una grande differenza tra saper fare beats e saperli mixare, ritengo che essere abili in entrambe le fasi sia una cosa assai rara. Fior di produttori anche internazionali hanno il loro “uomo di fiducia” che si occupa di mixare i loro lavori. Giusto per fare due nomi ti posso citare Marco Polo e Vanderslice.
Infine consiglio, a chi non lo conoscesse, di documentarsi su chi sia Eddie Sancho.

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