Production Specs: Biga

Biga_CoverNon è un segreto, la scena del beatmaking italiano è in piena fioritura, oramai da qualche tempo. E nella non segretezza, una tra le piazze più forti in cotanto fiorire è la ridente cittadina di Firenze, quella che Stromberg scherzando chiama “la Detroit italiana”. Non per i motori, ma per la forza della soul music tanto cara a molti dei protagonisti del suono cittadino. Oggi abbiamo con noi Biga. Metà del duo Ether, produttore eclettico, capace di passare dal boom bap all’elettronica senza forzature, artista tanto talentuoso quanto sfuggente ad etichette facili, il nostro è un raro esempio di creatività versatile, che prescindere dallo strumento. Visitate il suo Instagram, oltre il Soundcloud, e capirete.

Primo beat piazzato/venduto?
La mia prima produzione piazzata su disco è stata con il progetto Ether uscito nel 2006, dal titolo Intimo Personelles, per la Mousikelab dei mitologici Retina.it e Marco Messina, il pezzo si chiamava Shinobile Mas. Fu una soddisfazione, una delle prime cose che feci con Ableton Live, la versione 4, e rappresenta abbastanza il sound che avevo in quel periodo, molto più cupo dei precedenti e di quello attuale, a pensarci col senno di poi, non mi ci identifico per niente ma è specchio di come stavo in quel periodo, dimmerda, capita.

Quanto tempo ti ci è voluto per produrre qualcosa di cui sei stato/sei fiero?
Direi che la prima produzione che mi identifica appieno è stata quella per Beat a Confronto su Ragnampiza.net, ci ho messo un po, ma è molto coerente con il mio gusto, con ciò che ho ascoltato, assorbito, divorato negli ultimi anni. L’incontro con la musica brasiliana è stato fondamentale, il mio viaggio di due settimane a comprare dischi tra Sao Paulo e Rio un vero delirio, la scoperta dei produttori di laggiù che mi hanno ispirato tantissimo, soprattutto Parteum, un artista paulistano. Nel Beat a Confronto ci sono anche rielaborazioni di classici che amo da anni, roba campionatissima nei ’90 ma che ho reinterpretato a modo mio, e per tutti questi motivi resta questa l’uscita a cui sono più affezionato, e quella con l’ispirazione più pura e sincera, e quando succede è commovente. Mi è successo anche con un Mixtape, io amo i Mixtapes, li adoro, sono largamente sottovalutati a dispetto delle produzioni, in generale dico, ma io ci metto l’anima, quello di cui parlo si chiama El Climatico, è stato la colonna sonora della nascita di mio figlio, true story.

Qual è il tuo set-up di produzione?
Ableton Live e una Roland SP-303.

Il miglior diggin advice mai ricevuto?
Più che advice, storie…Un posto assurdo nella favela di Sao Paulo, che fa brutto, ci sono andato kamikaze con 2000€ nelle palle…trattasi di due appartamenti completamente pieni di dischi, mentre un altro spot allucinante è stato a Bogotà, un negozio di scarpe a tre piani con tonnellate di vinile.

Il produttore che negli ultimi 3 mesi ti ha fatto dire “Oh, shit! Gotta go back to the lab!”
Kvze.

Il tuo peggior errore di produzione?
Oddio non saprei, stilisticamente l’essermi troppo avvicinato a sound altrui a volte, quello non va mai troppo bene, ma fra il dire e il non farlo sapete com’è, ispirazione è ispirazione.

Una dritta di missaggio essenziale.
Le controfasi!!! Biga, santiddio, ‘ste cazzo di controfasi, sei proprio un cane…(cit.)

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