L'(a)matriciana e Jive Ass Sleepers

Metti che hai una mezza giornata off, di quelle che capitano per miracolo, di quelle che dedichi a te e al funk, di quelle che ti prepari una cenetta di lusso perché vali

…cosa di meglio di una matriciana fatta a mestiere, con il guanciale croccante in cima, ascoltando un bel disco di musichina downtempo jazzata per rinfrancar lo spirito mentre Last Christmas è già tornata alla ribalta come ogni anno?

Mettiamo su Gettin Down to Business di Jive Ass Sleepers (al secolo Stuart Moore), one man band che fa base in California e che ho scoperto con la meravigliosa Jeffs Joint durante un pomeriggio di lavoro area marketing: ah, questa bella musica che mi perseguita anche nei momenti più improbabili!

the real matriciana

Ingredienti x2:

  • 200 g bucatini;
  • 1 lattina di pomodori pelati e schiacciati con una forchetta or whatever;
  • mezza cipolla tritata finemente;
  • aceto di vino bianco q.b.;
  • una fetta di guanciale spessa (lo trovate al banco del salumiere, meno comunemente già in confezione al banco frigo);
  • un giro di olio di semi (ha un punto di fumo più alto del nostro santissimo olio d’oliva, quindi non fate quella faccia);

E Pecorino Romano DOP. Che era momentaneamente occupato durante lo scatto della foto, ma voi mettetecelo.

Mettete a bollire una pentola di acqua per la pasta.

Scaldate sulla fiamma viva una padella e quando sarà calda poggiareci sopra il guanciale a listarelle; fatelo diventare ben croccante (occhio alla fiamma: non carbonizzatelo). Toglietene metà dalla padella e mettetela da parte. Aggiungete un giro di olio e, quando sarà caldo, soffriggeteci la cipolla fino a farla dorare.

Con la fiamma al massimo versate nella padella una spruzzata di aceto per deglassare (avete presente quando fate il risotto? stessa cosa…).

Dunque la matriciana: piatto di cucina povera e non è un caso se, seguendo la tradizione più stretta, usiamo un ingrediente da pochi centesimi come l’aceto.

O amatriciana? Il web pullula di etimologi più o meno improvvisati che snocciolano la loro personale spiegazione su quale sia il vero nome di questo noto primo piatto della tradizione romana; personalmente da brava romana de periferia trovo che matriciana soni mejo

Ad ogni modo dopo aver versato l’aceto in padella, fate evaporare e versate i pomodori. Fate cuocere coperto finché il sugo non si sarà addensato, aggiustate di sale, spegnete.

Nel frattempo la vostra acqua avrà raggiunto il bollore, voi avrete aggiunto una presa di sale grosso e avrete cotto la pasta: scolatela un minuto prima di quel che dice la confezione e tuffatela nella padella col sugo. Date una spolverizzata di pecorino grattugiato, mantecate e servite cospargendo i piatti di guanciale croccante e ulteriore pecorino.

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