Kirk Knight ed il suo Late Knight Special


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Kirk Knight in Late Knight Special
Che la Pro Era, nonostante la giovane età dei membri, sia una delle realtà più interessanti a dominare la scena newyorkese è ormai cosa nota a tutti. Ciò che forse non è ancora chiaro a molti, soprattutto in Italia, è che nel collettivo, oltre all’uomo di punta Joey Bada$$, vi siano tanti altri artisti di valore, che aspettano solo il momento opportuno per guadagnarsi un posto nella scena che conta. Tra questi troviamo Kirk Knight, uscito col primo album ufficiale, intitolato Late Knight Special, alla fine dello scorso ottobre. La completezza e la moltitudine degli argomenti trattati, assieme alla varietà di suono proposto nel disco, non sembrano frutto del lavoro di un esordiente, ed in effetti, a pensarci, Kirk Knight esordiente non è.

Se guardiamo attentamente alla discografia della crew, notiamo la sua presenza sia nei vari mixtape collettivi che in molti dei progetti singoli, specialmente, per importanza, nei dischi di Bada$$. Suoi sono ad esempio i beats di #LongliveSteelo e Big Dusty. Oltre all’esperienza puramente musicale, l’apporto creativo dato a Pro Era ha permesso a Kirk di girare il mondo in tour, vedendo e vivendo quindi a 360 gradi il ruolo di artista di fama internazionale e la gestione del business.

Parlando di Late Knight Special, questo è composto da dodici tracce interamente prodotte dallo stesso Knight, di cui due coprodotte da THEMpeople. Rimanendo comunque legato al boom bap 2.0 firmato Pro Era, Kirk è riuscito a creare un suono molto vario, e molto più accessibile alle masse, flirtando con sonorità che strizzano l’occhio al mainstream. Per la creazione delle basi ha dichiarato di aver preso come sempre ispirazione da producer come J Dilla, Madlib o DOOM, unendo però a queste conoscenze il suono RnB contemporaneo alla Frank Ocean, da cui Kirk ha preso spunto per riuscire ad esprimere emozioni con la propria musica, cercando coerenza tra rap e produzioni.

Probabilmente avendo avuto modo di studiare i gusti e le aspettative della fanbase Pro Era, Kirk propone uno schema musicale ben preciso, che sembra fatto apposta per dare agli ascoltatori quel che chiedono, sia a livello di argomenti che di suoni, senza tenere però conto del fatto che gli ascoltatori stessi non sempre sanno ciò che vogliono. Abbiamo così due tracce molto rilassate ad aprire il disco, tre banger ben più crudi, due pezzi sull’amore, affrontati in modi opposti, tre tracce di struggle interiore e due outro con un suono duro, in antitesi netta rispetto all’apertura.

Dal punto di vista lirico, il processo di scrittura è generalmente partito dalla costruzione sul beat di un ritornello che racchiudesse il tema poi sviluppato dalle strofe. Gli argomenti trattati, come detto, risultano in linea col mood delle basi, anche se il modo in cui tutto ciò avviene non sembra un passaggio naturale, ma un pò forzato. Kirk Knight è un buon rapper con ottime basi tecniche, spesso buone punchline, il giusto numero di citazioni dei mostri sacri ed una grande capacità di adattarsi su ogni beat. La scelta dei featuring è ottima, e, nonostante la presenza di grandi nomi come il socio Joey Bada$$ o Mick Jenkins, presenti con strofe di altissimo livello, Kirk si è difeso molto bene, per nulla intimorito dalla competizione.

“Let me unleash the beast” viene detto nella seconda traccia del disco. Ebbene, la sensazione finale è che la bestia non sia stata poi veramente liberata, ma che anzi, per non toppare la prima grande occasione a disposizione, l’mc di Brooklyn abbia tentato di portare un prodotto apprezzabile dai più. Sebbene non stiamo parlando di un capolavoro che rimarrà nel tempo, Late Knight Special è un disco di buon livello che merita sicuramente un ascolto.

(Stefano Gaiera)

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