The idealist Glen E. Friedman

Glen E. FriedmanA me Glen E. Friedman sta sul cazzo! Perché? Perché è il migliore.
In quanto a tecnica non ha niente da insegnare a nessuno, e lui stesso, stando alla bio del suo sito, è cosciente di essersi trovato nel posto giusto al momento giusto.
La maggior parte delle sue foto migliori durante gli anni degli Z-Boys furono scattate con una Pocket Instamatic, una macchinetta da pochi dollari che gli permetteva di skateare senza correre il rischio di romperne una di maggior valore. Anche a scuola i suoi voti in fotografia erano decisamente mediocri.

Allora perchè è il migliore? Provo a farvi capire perchè la vedo così.
Quando nel ’76 scoprì nella periferia di Los Angeles una piscina vuota, radunò alcuni suoi amici skaters, tra cui Jay Adams, e li invitò a skatearci dentro per poterli fotografare, e quelle immagini hanno fatto storia. I risultati di quella intuizione ebbero subito effetto, perchè la primissima foto che Friedman propose ad una rivista per skaters fu immediatamente pubblicata. Quello fu l’inizio della lunga storia di narrazione dell’avanguardia di subculture quali lo skateboarding, il punk rock ed un allora giovanissimo hip hop.

Ma ho veramente capito l’impatto che ha avuto il suo lavoro quando nel 2012 scattai questa foto durante un contest in uno skatepark. Mi piacque, mi ricordava qualcosa, ma non capivo cosa e soprattutto non capivo da cosa arrivasse. Perché devi sapere caro amico che un fotografo scatta una foto molto prima di prendere la macchina in mano, il processo che porta alla costruzione di un’immagine avviene per fasi che sono più o meno coscienti.

Ci deve sicuramente essere uno studio sulla tecnica, un affinamento del gusto e un’attenta scelta sulla direzione da prendere, ma tutto quello che contribuisce a costruirsi un proprio mood avviene nella nostra parte più intima. E’ quel tipo di cosa che, quando provi a spiegarla a parole, si perde.

Nell’agosto 2014 Jay Adams muore, e le sue immagini giovanili prese da Friedman cominciano a rimbalzare sul web. E’ lì che ho capito di chi fosse figlia la mia foto. Quando un fotografo riesce a insinuarsi così profondamente nel processo di cui parlavo sopra, allora l’obiettivo è raggiunto. Hai vinto, sei entrato sia nella storia della fotografia che nella storia personale di qualcuno che a quest’arte si è votato.

La mia foto è una citazione involontaria ma indotta, è tanto mia quanto sua. Non da meno sono le sue fotografie estremamente dinamiche della scena Punk Hardcore a gruppi come i Black Flag o i Dead Kennedys, che sono solo apparentemente in contrasto con i ritratti più classici dei giovani Beasty Boys, RUN DMC ed LL Cool J, tra gli altri. In realtà, tutti questi, nella visione più ampia di tutta la storia fotografica di Friedman, contribuiscono a creare un quadro completo di un fotografo che ha come necessità fondamentale quella di raccontare la propria vita attraverso i soggetti che sceglie.

Guardare per credere.

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