Griselda è il team del 2015: Tha God Fahim sogna Medina

tha god fahim dreams of medinaIn un recente post sulla sua pagina facebook, il beatmaker Vanderslice lamentava la sostanziale penuria, durante l’anno 2015, di records for the streets. Senza entrare nel merito della (discutibilissima, nda) classifica di album e canzoni che durante l’anno hanno intrattenuto il nostro amico, quello che salta agli occhi è la mancanza di considerazione per il team che più di tutti nel 2milafottuto15 ha sfornato dischi per le strade: Griselda, by Fashion Rebels, punto.

Diciamolo, ignorare Griselda Records è molto difficile un crimine. I fan della roba tosta sono sul pezzo da un pezzo, Westside Gunn e soci hanno preso il nostro impianto by storm, come si dice in gergo, e lo hanno lasciato carico di rap progressivo veramente GRIMY. Anche se mia madre insiste nel criticare la poetica della crew di Buffalo, NYC (Parents still don’t understand, pazienza…), qui in redazione c’è un blocco unico a favore dei Griselda boys.

Tanto più che da qualche tempo sta emergendo un’altra sensazione dallo stesso giro, nome Tha God Fahim. Versatile, ugualmente a suo agio alla produzione ed al microfono, il ragazzo porta al team un approccio asciutto e uncut raw, in perfetta linea con quello che è il marchio di fabbrica GXFR. Se siamo comunque lontani dagli eccessi barocchi e stilisticamente avanguardistico di Gunn o dal lirismo brutale di Conway, ci troviamo di fronte ad un beatsmith con la lingua sciolta e le idee molto chiare in merito all’assemblaggio di sample taglienti e di grandissima atmosfera. Già autore di prove molto convincenti conto terzi (riascoltate FUKK di Westside Gunn, per esempio), negli ultimi mesi ha rilasciato in rete diversi progetti degni di nota, da Shadow over Nazereth fino BLVK PEARL EP (in combutta con un altro asso del suo giro, Camouflage Monk) fino alla release avvenuta ieri via soundcloud dell’EP Dreams of Medina, che ci dà la scusa per portarvi un altro po’ di dopeness garantita.

Le influenze manifestamente Wu-Tang del periodo d’oro, la solidità dei beats e la qualità globale percepita fanno sì che il tutto abbia lo Stromberg-pass senza colpo ferire. Ascoltate voi stessi e mi saprete dire. Anche tu, Vanderslice, la verità, eh.

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