Download: SmooVth – Hempstead Bred (Mixtape)


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smooVth - hempstead breadAncora Hempstead, ancora The Winners, ancora buone nuove. Infatti, a casa Digicrates ultimamente le uscite si susseguono a ritmi serrati, ed è un bene. Offerte promozionali su cd, free download, varietà e vastità di un catalogo in movimento, innegabile vi sia del buono. Oggi, contemporaneamente, ben tre mixtapes sono stati rilasciati alle infinite vie del web, per il nostro audiogaudio. E vengo appositamente per parlare di cose sostanziose come il torrone.

In piattaforma troviamo Rozewood, Hus Kingpin e SmooVth. La scelta ed il plauso cadono sull’ultimo, inequivocabilmente il meglio del lotto proposto dalla label quest’oggi. Per diversi motivi.

In primis, per la pulizia e compattezza del suono che i diversi produttori di fiducia riescono a dare al nostro, facendo risaltare le doti dell’emcee sul microfono. Campionamenti che non osano fuori dal tracciato del soul e del jazz, ma che fanno della semplicità e della gradevolezza un punto di forza innegabile. Una pasta sonora che risuona due volte tanto, specialmente se comparata al tanto anticipato EP di Chuck Strangers in compagnia di Hus Kingpin, che dal paragone col socio oggi esce maluccio. Probabilmente, Hus Kingpin meets Pro.Era è quanto di peggio il nostro potesse realizzare nell’intento di solidificare il suo marchio prima della release dell’album ufficiale. E se l’idea sulla carta era molto interessante, e le doti di Hus indiscutibili, la cruda realtà butta giù le aspettative, ascoltare per credere. Il tutto non è al livello, la bassa qualità del sound è penalizzante per un insieme molto lontano dal resto della produzione del Kingpin, ucciso da basi senza capo né coda, e Strangers, senza la persona che gli pettina i beats che fa per Joey e i soci Pro.Era, è né più né meno che un ragazzino smanettone con dei software e senza alcuna nozione formale di missaggio.

In secondo luogo, per la qualità delle rime, che rimane sempre molto alta, con una delivery a fuoco, a suo agio e senza alcuna forzatura, ben impostata. La spunta su Rozewood e sul suo The Ghost of Radio Raheem di misura, giusto perché la prova di Roz non ha la stessa cura del dettaglio sonoro, e qua e là ripropone dei pezzi già editi e riediti, come peraltro abitudine dei ragazzi fare tra i mille progetti promozionali che rilasciano. Non è possibile paragonare stilisticamente SmooVth e Roz, egualmente efficaci ma con due stili comunque divergenti, uno più descrittivo e morbido nel rilasciare le parole, l’altro alfiere di un approccio concreto al rap e con un flow cinetico, energico nell’incollarti le rime addosso. Anche qui, ascoltare per credere.

Dite la vostra, e pensatela come vi pare, ma ascoltate un pò di roba buona e non dormite su queste piccole gioie. Il buongusto sia con voi. E ci si becca.

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