Download: J Vas – Fammi Un Panino (Mixtape)

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Come i più accorti avranno notato, poco spesso ma sempre volentieri promuoviamo opere di provenienza nostrana, se corrispondono ai nostri criteri di gusto e scelta, ovvero la nostra linea editoriale. Apriamo in tal senso una parentesi.

Come forse i meno accorti non avranno notato, la linea editoriale di strettoblaster dot com è dettata imperativamente dal nostro completo gradimento del contenuto proposto di volta in volta, a prescindere da estrazione e provenienza. Ed è applicata in maniera certosina. Se non trovate qualcosa di cui tutti parlano sulle nostre pagine, è probabilmente perchè non ci interessa o non ci piace, e noi non parliamo male di quello che non ci interessa: non ne parliamo affatto. E se non trovate altrove quello di cui noi parliamo, fate la vostra brava matematica. Vibes, non hype.

La nostra opera è volta a selezionare e proporvi il meglio di quello che ci gira intorno, dal mainstream all’underground, dall’America all’Asia, con particolare attenzione ed occhio critico al panorama nostrano, che, ci duole dirlo, spesso non si confa ai nostri gusti o alle nostre vedute. E del resto, noi siamo in pace nel sapere che altrettanto spesso siamo equamente ricambiati. E va benissimo così. Ciò detto, ringraziandovi per averci concesso un disclaimer ed una virata larga, che di tanto in tanto ci piacciono, veniamo a noi.

Noi, come molti di voi, siamo cresciuti a pane ed hip hop, in un’era predigitale, ed abbiamo avuto uno scontro frontale ed approfondito con una cultura i cui segni distintivi erano, tra gli altri, l’irriverenza, il politicamente scorretto, la creatività estrema, l’autoelevazione, e a volte anche autocelebrazione, l’urgenza espressiva e l’approccio disperatamente DoItYourself, a prescindere dai mezzi a disposizione, che di solito erano pochi, e non erano un freno alla creatività, anzi, al contrario. Questo fenomeno sociale, un modo di essere e di fare, in risposta ad un qualcosa che non permetteva uno sviluppo facile del proprio percorso, tanto da un punto di vista materiale quanto spirituale, è nato spontaneamente in un contesto ipercompetitivo e schiacciante come la New York di fine anni Settanta, cresciuto ed esploso su scala planetaria negli Ottanta, fiorito al massimo nei Novanta, fagocitato dal sistema stesso negli Anni Zero, e sopravvissuto sotto varie forme e modi, fino al giorno d’oggi. E questo spirito che si chiama hip hop, ad oggi,it’s bigger than religion come dice Erykah Badu, ed è sempre più difficile da trovare in circolazione nella sua forma più pura, e senza tagli, sia da questa che dall’altra parte dell’Oceano.

Quindi, oggi vi introduciamo ad un artista assolutamente HIP HOP. Sì, maiuscolo. Un tizio venuto dal buio, ignoto ai più, e per certi versi anche a sè stesso, e non importa chi sia, almeno a giudicare da quanto si ascolta in un suo mixtape venuto alla luce in versione digitale qualche giorno fa, datato 2005, pubblicato tramite Tumblr e giunto a noi per vie traverse.

Un demo estremamente ruff, registrato in presa diretta, probabilmente passato da nastro, con delle basi composte in maniera ruvida, figlie della stessa ricerca del sampling à la Madlib, usando campionatori e vinili, girando su loop ossessivi e minimali, pochi elementi, a volte appena due note, con pochissimi cambi. Uso dello skit magistrale, spontaneo e diretto, in frammenti audio carpiti dalle fonti più disparate. E quella vocina che ripete “Fammi un paaaaninooo!”…Nella sua estrema semplicità, una ricerca maniacale per differenziarsi dall’allora panorama contemporaneo, che ancora oggi suona fresca ed attuale, talmente tanto il tutto suona da un’altra parte.

Un discorso a parte merita il rap. Storpiature lessicali, slang, errori di dizione, uso promiscuo di dialetto ed italiano, pause e ripartenze, sincopi ed allitterazioni, tutto serve a sviscerare argomenti ai limiti della decenza, della follia e del grottesco. L’uso massiccio di cannabinoidi, l’astinenza sessuale, le storiacce col gentil sesso, gli strippi con gli amici, roba sulfurea, per pochi. Stunts, blunts, hip hop, suppergiù. Assolutamente retrivo. Sbagliato. Nelle parole dell’artista, per descrivere il progetto in questione, l’ascoltatore si trova di fronte a “21 minuti di pura follia e repressione sessuale“.

Assolutamente scorretto, non ortodosso, creativo nonostante i pochi mezzi, testardo, e con una quintalata o due d’amor proprio e voglia di elevarsi dal contesto circostante, J Vas ha perso in un hard disk il suo primo assoluto demo per un totale di tempo, e questo è tornato alla luce da poco. Ed è stato consegnato ai posteri via net. Dopo aver passato a pieni voti il difficilissimo Stromberg-test, laddove il biondo scoppione venuto dal freddo che si è impossessato della direzione della baracca ha apposto il suo bollino di benevolenza all’opera di cui siamo a dirvi, è il momento di Fammi Un Panino e J Vas.

Buon appetito.

DOWNLOAD: J Vas – Fammi Un Panino

French Kiss #6 – FAMMI UN PANINO by Ill_Vasella on Mixcloud

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