I Dire Straits e la tiropitakia

Sono nata in una famiglia di hippies e la mia infanzia è stata decisamente un po’ sui generis: per esempio, per me, nessun villaggio vacanze o hotel in estate. Al mare si andava rigorosamente in campeggio (non di rado occupando pezzi di pineta nei pressi della spiaggia, no elettricità, no acqua corrente) e spesso si partiva per la Grecia, imbarcando la Austin Allegro di famiglia sul traghetto da Otranto a Igoumenitsa per poi vagare per le coste della penisola ellenica fra rovine antiche e spiagge bianchissime completamente deserte.

La cucina greca per me ha una valenza affettiva molto forte, è cibo dei ricordi, si tratta di alcuni dei primi sapori di cui ho memoria. Devo dire che, come molti bambini, all’età di 4-5 anni ero abbastanza schizzinosa ma la Grecia è un paese che tratta i ragazzini a spiedini e patate fritte, due piatti sempre graditissimi ai più giovani: e me la cavavo così, assaggiando poco altro.

Ricordo invece mia madre divorare quantità di queste tortine salate al formaggio, che si chiamavano tiropitakia: un nome che mi è rimasto impresso sostanzialmente da quando ho memoria.

Negli anni le cose sono un po’ cambiate, in Grecia non ci siamo più tornati e io di tiropitakia non ne ho più sentito parlare fin quando non è arrivato internet, sono arrivati i siti di cucina e tante altre meraviglie della tecnologia che mi portano qui a condividere con gli affamati di br&c questa semplicissima versione di tiropitakia: ancora tiepida è favolosa, specie se aggiungete del formaggio un po’ filante all’interno, ma è anche giustissima fredda per l’aperitivo o il brunch.

E visto tanto back in the days ho deciso di scavare nei crates dei tempi lontani per tirare fuori l’omonimo disco dei Dire Straits, datato 1978: un disco che i miei ascoltavano spesso negli anni ’80 e del quale pare io amassi particolarmente Sultans of Swing. E’ una canzone che mi piace ancora un sacco nonostante non sia my cup o’tea: a volte è proprio vero che c’è della musica che è fantastica al di là delle preferenze personali.

tiropitakia

συνταγή για δύο:

  • 100 g di feta;

  • 150 g ricotta;

  • una confezione di pasta sfoglia rettangolare;

  • 1 uovo;

  • pepe q.b.

Lavorate la feta a crema assieme alla ricotta fin quando non avrete una consistenza abbastanza liscia; potete aggiungere dell’altro formaggio più filante, dal parmigiano all’emmenthal (io in realtà non ho provato ma sicuramente funziona).

Accendete il forno seguendo le istruzioni sulla confezione della pasta sfoglia, stendetela sul tavolo e tagliatela in quadrati che poi piegherete a metà per formare dei triangoli o semplicemente tagliate dei rettangoli e chiudeteli a fagottino.

tiropitakia_

Riempite ogni pezzo di pasta per metà con la crema di formaggio e chiudetelo bene, sigillando i bordi con i rebbi di una forchetta (come per i rustici leccesi che avevamo preparato un po’ di cenette fa) e poi infornate per 16-18 minuti, fin quando non saranno dorati.

Sarebbe grandioso avere più tempo per poterli spennellare di uovo e burro fuso prima di andare in forno, ma il tempo fugge e con questa ricetta vi preparate un bel po’ di merenda con meno di mezz’ora di lavoro (n.b. non dovete neppure lavare i piatti!), diventa una cena se ci affiancate un contorno di verdure serio tipo ratatouille o un’insalata, καλή όρεξη!

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