Dietro l’obiettivo di Che Kothari

CHE KOTHARILa strada, che parolone. Quanti significati.
E’ quella dalla quale provieni, che fotografi, che costruisci e anche quella che percorri.
Ne fece tanta di strada Che Kothari quando si spostò da Toronto a New York, e si costruì l’occasione di fotografare Common impegnato su un set.
Costruirsi un’occasione, a me sembra la definizione giusta.

Un giovane laureato in fotografia con un impiego come art director per Urban Magazine si deve portare dietro non solo il suo intero kit fotografico quando viene mandato a New York a supervisionare un set, ha bisogno soprattutto di avere le idee chiare. Il primo approccio alla ritrattistica nella scena Hip Hop avviene semplicemente chiedendo a Common, durante una pausa alla fontanella dell’acqua, il permesso di scattare un paio di foto.
La semplicità della richiesta fu ripagata con altrettanta semplicità della risposta. “Sì, mi piace la tua energia, facciamolo” disse il rapper. Ed ecco che si apre una strada, che ha permesso a Kothari di immortale moltissimi altri artisti della scena.

La ritrattistica è un fondamento della fotografia e non ci si improvvisa. Riuscire a tracciare un segno chiaro fotografando volti è meno facile di quanto possa sembrare. I ritratti di Kothari sono semplici, come i suoi approcci agli artisti, non c’è una particolare ricerca di ambientazione ma piuttosto uno studio coscienzioso delle luci e della posa, e l’impressione che ne deriva è che il soggetto sia a proprio agio di fronte l’obiettivo.
Qui ci troviamo all’opposto di chi ha voluto ritrarre i rappers nel proprio luogo di appartenenza, ma la necessità di instaurare un feeling con il soggetto è la medesima. Una buona fotografia deriva da un buon rapporto che si riesce a creare tra chi scatta e chi viene immortalato. E’ proprio tanto importante.

Tutta la produzione di Che Kothari deriva da questo. Come dimostrano anche le sue foto alla famiglia Marley, ottenute grazie alla fiducia datagli da Nana Rita Marley, la quale, dopo aver visto alcuni scatti presi all’Africa Unite Youth Symposium di Kingston nel 2007, gli ha permesso di diventare il fotografo ufficiale dell’evento e della famiglia. Un fotografo non è solo quello che fa click su un tastino, ma colui che riesce a portare il proprio mondo interiore al di fuori e a proporlo in un’immagine. Il motto di Kothari, preso dal suo sito è “CULTURE, LOVE, POSITIVITY, OPPORTUNITY, CHANGE”
Ci piace.

  • Nas x Che Kothari
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