The Blast Podcast #113: Fuso in Best In Town

Blast Podcast 113 - Fuso - Best In TownIl massivo ritorno del Blast Podcast in città avviene grazie all’amorevole contributo di Fuso, metà del duo pugliese Midihands, assieme al socio Navak.

Da Bari a Berlino via Los Angeles e ritorno, con un forte legame alla tradizione hip hop nostrana, il nome di Fuso gira negli ambienti dubstep ed elettronici da qualche tempo ormai. Anche da prima di quando Dj Shadow (sì, quel Dj Shadow) scelse un remix del nostro amico per includerlo in DJ Shadow Remix Project, una compila in edizione limitata uscita nel 2010.

Da qualche anno ormai il progetto Midihands ha preso forma, unendo le esperienze hip hop di Fuso con la poliritmia naturale di Navak, percussionista esperto e raffinato. Il loro recente EP, Pasupata, edito dalla bolognese Relief Records, è un lavoro composto da suoni spaziano liberamente tra hip hop ed elettronica, “frutto di anni di esperienze live, con un’attitudine che trova su disco la giusta corrispondenza con le esibizioni dal vivo“, ci racconta Fuso.

Non per niente, durante i loro set, i Midihands usano macchinari audiovisivi ideati da loro stessi, prendendo come modello di partenza, ma facendolo evolvere, il reactable, lo strumento ideato una decina di anni fa da un gruppo di ricercatori dell’Istituto Audiovisivo dell’Università Pompeu Fabra di Barcellona. Suggestioni su suggestioni. Come del resto il titolo dell’EP suggerisce.

Infatti, secondo un poema indiano, la “pasupata” è l’arma che riequilibra le forze governatrici del mondo. “Applicando questo concetto alla musica, questa assume, secondo le nostre intenzioni, la funzione di forza rigeneratrice”, spiegano i Midihands. Una miscela ben calibrata di campionamenti in presa diretta, sonorità dub-reggae che incontrano il boom della progenie step, giochi tra loop e metrica che danno un tocco psichedelico all’elettronica. Cercatelo, insomma.

E così, in esclusiva per strettoblaster, Fuso oggi regala forza riequilibratrice con il nuovo Blast Podcast. Nelle sue parole si tratta di qualcosa che “si avvicina molto a ciò che propongo nei live set: quel che caratterizza la performance è il fatto di rivolgersi al pubblico attraverso un metodo di comunicazione diretto, molto fisico, abbandonando quella staticità professionale priva di empatia che spesso non valorizza ciò che si suona (che è un po’ la stessa attitudine che abbiamo nelle performance con i Midihands). Da qui l’idea di usare anche frasi e acapella per inserire sempre dei contenuti su basi inedite. Il filo conduttore del mix è un intreccio tra hip hop e dubstep in primis, senza far mancare qualche riferimento al buon vecchio trip hop. Con il passare dei minuti le sonorità formano un cerchio ben studiato tra passato, presente e futuro“.

E se non sapete bene che aria tiri in città, a questo punto, non vi resta che aggiornarvi!

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