The Blast Podcast #45: DJ MP45 – Back To The Lab

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Sembra fatto apposta, lo sappiamo. Eppure è una pura coincidenza, e tutto sommato la cosa ci piace. E fa sorridere anche noi, sì. Ma non ditelo a Stromberg, ovviamente. Nemmeno O.P. sarebbe riuscito in un’impresa così rocambolesca, quindi il caso ha fatto per noi. Geniale. E, come forse avrete notato, stiamo cercando di rendere i nostri podcast col botto un appuntamento settimanale. Speriamo apprezziate. Per la detonazione odierna abbiamo un nuovo mix dal sapore forte. Senza diavolerie ipertecnologiche, nè effetti speciali: solo vinile originale, puntine, giradischi, mixer. E ricerca del solco giusto. Il tutto a cura di un signore discreto, dai modi distinti e misurati. Per il Blast Podcast #45, ecco a voi DJ MP45.

Benvenuto in questo non luogo. Per iniziare, vorremmo chiederti di presentarti a chi non ti conoscesse.
Nato a Bergamo, vivo a Brighton in U.K. ormai da 9 anni…MP sono le mie iniziali, e 45 si riferisce ai quarantacinque giri, in quanto sono appassionato di questo formato di vinile. Suono a Brighton quasi tutti i weekend in alcuni pub, sempre e solo vinile.

Come è iniziata la tua passione per musica?

La passione l’ho sempre avuta…nel ’92 però incominciai ad ascoltare rap in modo molto più approfondito…penso che quello che muova ogni appassionato di musica sia il fatto di poter scoprire sempre musica nuova e nuovi generi, cosa che mi porta anche oggi ad essere sempre in cerca di cose che non ho mai ascoltato, di ogni genere. Ho iniziato a comprare vinile a New York nel ’94-95, ma non avendo i piatti al tempo, vendevo i dischi ai miei amici, in quanto era difficile trovare certe cose all’epoca in Italia. Quando mi sono trasferito in U.K. ho comperato i giradischi, e poi ho inizato a comprare in vinile tutto quello che negli anni avevo acquistato in cd, o che avevo in cassetta, o che avevo sentito su qualche mixtape dell’epoca.

ll diggin’ riveste una parte speciale nelle vita di ogni deejay. Quali sono i dischi a cui sei più legato?

Purtroppo non è più così, perché tanta gente che suona al giorno d’oggi magari non è mai nemmeno andata a sporcarsi le mani per cercare dischi…I dischi a cui sono più legato cambiano a seconda dei periodi, sicuramente Finsta con Finsta baby, questo è il 12″ a cui tengo più d’ogni altro, in quanto è la prima produzione ufficiale dei Beatminerz, ancora prima che producessero l’album di Black Moon, infatti l’ho incluso nel mix…Come 7″, ti dico Lee Moses Time & Place…gran pezzo, non mi stanca mai, lo uso spesso dal vivo per fare il break to the beat con Night Shift di Positive K, per fare da transizione tra la selezione funk e quella rap.

E cosa stai ascoltando ultimamente, per esempio?

Ultimamente ascolto rap di Oakland dei primi Novanta, tipo APG Crew e 415, Richie Rich, Too $hort, E-40 & The Click, Dru Down…quella che chiamano mob music…Qualche mese fa invece mi sono abbastanza invasato di bounce music di New Orleans, tipo Dj Jimi, 39 Posse, Ricky B, eccetera..Sto ascoltando anche parecchio boogie e p-funk.

Cosa hai preparato per noi?
Il podcast che ho preparato è esclusivamente rap, periodo primi anni Novanta, fino al ’96. Sono stati utilizzati solo vinili, sia dell’epoca che edizioni limitate di pezzi inediti che escono oggi grazie ad etichette come Diggers With Gratitude o Chopped Herrings. Alcuni dei pezzi scelti sono magari di artisti che poi hanno cambiato nome Hostile Takeover, che poi diventarono Blahzay Blahzay, ad esempio.

Un messaggio a chi ci legge, per chiudere, e andiamo subito ad ascoltarti.
Spero che questo mix vi faccia apprezzare dei pezzi non troppo conosciuti…e se li conoscevate già, allora siete a buon punto!

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