The Blast Podcast #44: Colossius – Prison Break

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Manco si trattasse di un enclave, possiamo dirvi che oggi abbiamo magnum gaudium: direttamente dalla posse del programma radiofonico con più “R” d’Italia, ovvero i cugini ragnampizi, per la detonazione odierna ci è venuto a portare la buona novella una metà del duo Ether, ed un totale di altre cose che non vogliamo dirvi. Perché ce le ha dette lui, a noi per voi, quindi non vi facciamo aspettare. Fratelli e sorelle, è con noi Colossius.

Carissimo, benvenuto sulle nostre pagine. In primo luogo, vorremmo chiederti di presentarti a chi non ti conosce: chi è Colossius?
Mi chiamo Andrea e sono un appassionato di musica e di tutti gli attrezzi che possono servire per farla o semplicemente ascoltarla.

Come è iniziata la tua passione per musica? Quali sono stati i tuoi progetti principali?
Ho iniziato da prima come strumentista suonando la batteria, per poi indirizzarmi con il tempo verso sistemi più comodi e facilmente fruibili per continuare a giocare con i ritmi. Con il progetto Ether insieme a Biga abbiamo buttato fuori materiale su diverse label, così come sotto il moniker Colossius. Ho portato anche avanti lavori in collaborazione con Uxo nel progetto Agents Of Decay e con Uxo e Clap!Clap! come Braille Funk, di cui circa un mese fa è uscito un nuovo lavoro su Lil Pitch Records.

Colossius

Il tuo percorso ed il tuo gusto musicale non sono facilmente etichettabili: qual è la tua definizione di groove?
Darne una definizione é difficile, anche perché é una cosa che rincorro da diversi anni e che nel tempo ha cambiato forma e carattere, lasciando inalterato il suo fascino. Se dovessi indicare un filo conduttore nell’evoluzione dei miei ascolti musicali nel tempo penso che sarebbe proprio la ricerca del groove, nei suoi travestimenti al mio immaginario più curiosi. Sono partito da bimbetto ascoltando e suonando death metal passando poi per l’industrial, il noise fino all’elettronica. Parallelamente, partendo dal free jazz noise di John Zorn in adolescenza sono passato al jazz, al funk ed hip hop.

La scena fiorentina oggi brilla per varietà e qualità, e tu ne sei uno dei principali esponenti, e fautori. In che modo Firenze ha influenzato il tuo approccio compositivo, se l’ha influenzato?
Non saprei dirti se lo ha fatto o meno, anche se Firenze irradia bellezza artistica in ogni angolo del suo centro storico, e questo non può che invogliare coloro che la vivono a tentare di restituirne indietro un pò, nel loro piccolo.

Cosa hai preparato per noi?
Una selezione che prova a buttar fuori quello che sono i miei gusti, i miei ascolti ed il tipo di sound che mi affascina di più. Ho cercato di metterci dentro diverse sfumature di groove e di sound, per creare un qualcosa di fluido che disegni il più possibile il mio immaginario musicale.

Perfetto. Siamo pronti per l’azione.Un messaggio alla nazione, e siamo fuori.
Alla Nazione preferisco Il Fatto Quotidiano.

Fumata bianca.

DOWNLOAD: The Blast Podcast #44 – Colossius in Prison Break

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