The Blast Podcast #38: DJ Pandaj presenta Beats’n’Pieces

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Per il ritorno della detonazione del suono più “quello che vi pare” del circondario, questa nuova sortita nelle lande del buongusto audio ha come nocchiero Ferdinando Miranda, meglio noto come DJ Pandaj, deejay e producer nostrano che si muove con disinvoltura tra elettronica, hip hop e breakbeat.

Il nostro buon Ursini ha avuto modo di scambiare due paroline con Pandaj, recentemente, e riportiamo qui di seguito il sunto di questo scambio, per farvi arrivare preparati a quello che state per ascoltare.

F: Ciao Ferdinando, benvenuto su strettoblaster. Per chi non ti conoscesse, vuoi presentarti al volo? Chi è DJ Pandaj?

P: Ciao Francesco, e ciao a tutti. Sono un dj e producer che, nonostante un’attitudine non commerciale, in un paese conservatore come l’Italia, partendo da un quartiere malfamato della periferia di Milano, Ponte Lambro, è riuscito a fare dischi, collaborazioni e progetti artisticamente molto appaganti. Ho studiato molto, ho fatto e continuo a fare enormi sacrifici, come molte persone che ci vivono e si dedicano alla musica, con passione, imponendomi, in totale controtendenza, di esprimere ciò che sento come artista e non ciò che devo studiare a tavolino per vendere alle masse.

F: Come è iniziata la tua storia con la musica?

P: Ho iniziato a studiare musica alle scuole medie, frequentavo una scuola sperimentale dove potevo scegliere di imparare a suonare uno strumento, ed io scelsi il violino, gli studi classici però a quell’età per me erano una noia mortale, così, finita la scuola, mi fermai e iniziai ad ascoltare tanta musica. Erano i primi anni Novanta, e c’era un grande fermento, così dopo qualche anno comprai i giradischi e poco dopo con un amico, uno dei pochi che aveva Pro Tools a casa, mi appassionai alle produzioni, fino a vincere un premio come miglior deejay e producer ad Arezzo Wave 2001. Da li cominciò la mia avventura tra i professionisti.

F: So che hai una passione per il vinile, come molti di noi, qui. La situazione più strana o il posto più strano nella tua esperienza di digger?

P: L’esperienza più strana l’ho vissuta a Chiang Mai, l’ex capitale della Thailandia, prima che lo diventasse Bangkok, per intenderci. Una città plasmata da una forte spiritualità in cui si concentrano moltissimi templi buddisti. Lì trovai un negozio di dischi che era anche l’appartamento in cui viveva questa signora splendida, la quale vendeva i dischi che il padre e il marito comprarono in gioventù, ogni disco per lei rappresentava un ricordo, ci trovai emozioni e musiche incredibili che custodisco gelosamente nella mia modesta collezione.

Per noi, Pandaj ha scelto una selezione di musiche che rispecchiano il suo gusto eclettico, spaziando tra breakbeat e hip hop, e ci ha chiesto di non rivelarne la provenienza. Come ogni chef che si rispetti, prepara ingredienti naturali per il nostro desco, adesso sta a voi gustare ed indovinare gli ingredienti. Beats e pezzettini.

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