Ascolti: 291Out – Really Swing Vol. 7 (2014)


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Really Swing vol. 7 - 291outDopo un primissimo ascolto, ed un secondo, ed un terzo, si avvera quanto Quiroga, boss di Really Swing, l’etichetta made in Napoli di cui se ci seguite già sapete, aveva predetto. Questa è droga pura.

Un set acustico, la combo milanese 291Out, è protagonista della prima uscita della label che devia dall’elettronica, per dare spazio alla musica suonata, e virare verso un sound archetipico, una delle grandi passioni del padrone di casa, ovvero quella cosa che si potrebbe chiamare soundtrack music, o sonorizzazione, o musica da film, o jazz-funk all’italiana, a seconda dei punti di vista.

Come da cartella stampa, le reminiscenze di grandi compositori italiani come Enrico Simonetti, Franco Micalizzi, Angelo Badalamenti o ancora Bixio-Frizzi-Tempera, per esempio, ci sono tutte. “Un’esperienza cinematica“, così dai quartieri alti di RS definiscono l’ascolto di questo nuovo dieci pollici (sì, avete capito bene, dieci pollici in vinile, il formato classico delle uscite Really Swing, fedelissimi alla linea!), che vi porterà in una dimensione di “psychedelic space bass, luscious rhodes and opiate atmosphere…“.

E sapete che c’è? E’ tutto vero. I 291Out sono Luca “Presence” Carini aka William Bones al basso elettrico, Totemio alla batteria e percussioni, Floriano “Majà” Bocchino al piano elettrico ed Enzo “Warren Satana” Ciorra alla chitarra, di base. E spesso sono aiutati da altri guest a rotazione, tanti e diversi strumentisti. In una parola, se ti interessano le etichette, puoi dire che suonano futureprog, ovvero Fusion Jazz Funk Prog Psychedelic Rock & Electronic Suggestions, come dalla loro pagina facebook.

In questo caso, il set prevede venti minuti di jazz-funk rotondo, fatto molto molto bene, suonato col cuore e non solo con la testa, che però non manca. Il tutto trasuda passione eppure è misurato nel movimento, delicato ed emozionale, restando il groove al centro della tela nella dovizia di particolari degli arrangiamenti, che non sono mai barocchi o eccessivi. La morbidezza avvolgente di questa nuova droga è assoluta per chi ne percepisce la carica, senza cercare per forza di capire ad ogni costo. Piccoli affreschi che si susseguono e compongono una sorta di suite, un saliscendi in termini sia di titoli che di suoni, un’ideale colonna sonora ad un film da proiezione privata nel salottino di casa.

Il vinile lo trovate da Kudos, fateci un pensierino, e procuratevi magari anche il resto della serie.
Non ve ne pentirete. Un preascolto esplicativo qui sotto. Swingin’, really.

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