Alla scoperta della nicchia-nicchissima, Beat.it Vol.2

Artwork Giulia Ferrazzi

Artwork Giulia Ferrazzi

Beat.it Vol.2 è – appunto – il secondo volume della compilation di Beat.it, collettivo di beatmaking sperimentale nonché gruppo su Facebook dedito allo scambio di informazioni e materiale. Fondato nel 2012 da Railster, che è anche il curatore della compila – nonché egli stesso un ottimo produttore –, Beat.it è diventato pian piano una sorta di punto di riferimento in Italia per quanto riguarda la sperimentazione a metà tra hip hop ed elettronica.

La partecipazione alla compilation – che viene lanciata in free download (per i primi 200) sul nuovo portale Thisbeat.it – era aperta a tutti gli iscritti al gruppo, con un’unica restrizione: i brani, inediti, dovevano essere composti a quattro mani o più, per dar vita a nuove collaborazioni. Delle tante tracce arrivate, Railster ne ha scelte liberamente 20, per un totale di 38 artisti coinvolti.

È difficile fare una panoramica complessiva vista la quantità – e spesso anche la qualità – del materiale proposto, fatto sta che si può dire senza dubbio che Beat.it Vol.2 offre un validissimo spaccato di quello che è oggi il beatmaking in Italia, perlomeno quello di nicchia-nicchissima, per citare la sempiterna definizione (involontaria) di Don Joe dei Club Dogo.

Dentro c’è davvero di tutto: c’è il post-Dilla, la 404, le robe influenzate da Shlomho o dalla trap, l’hip hop inteso in maniera più canonica. Ci sono samples, synth, batterie, ma soprattutto tante idee! Qualche nome? Giusto per citare qualcuno: Godblesscomputers, HLMNSRA, Capibara, Go Dugong, Odeeno, Lvnar, Grove Kingsley e ultima ma non ultima la bravissima Kae, autrice dell’unico brano vocale del lotto. Non vi resta che buttargli un ascolto…

Share Button